Redentore, era lui l’uomo dei limoni di piazza del mercato?

Dai ricordi dei varesini riemerge la figura di Redentore Canali, storico personaggio del Sacro Monte. Prima di diventare il celebre posteggiatore vendeva frutta sulle bancarelle. Ed è da qui che nasce una piccola indagine nella memoria della vecchia Varese.

A volte una storia riemerge così.

Non da un archivio, non da un documento ingiallito e neppure da una fotografia con una data scritta sul retro.

Riemerge da un ricordo.

Qualche giorno fa, sulla pagina de La Varese Nascosta, una lettrice ha scritto poche parole:

««Io ricordo l’uomo dei limoni in piazza della Repubblica, ero bambina… ricordi, chissà dove è finito. E c’era anche una signora che vendeva le uova. Altri tempi e società… più bella!»»

Poche righe, ma sufficienti ad aprire una porta sulla Varese di tanti anni fa.

Altri lettori hanno cominciato a ricordare.

Qualcuno ha scritto un nome:

Redentore.

E qualcun altro ha aggiunto un particolare importante: quell’uomo sarebbe poi salito al Sacro Monte, diventando il posteggiatore che intere generazioni di varesini ricordano nel parcheggio sopra il cimitero.

Da lì è iniziata la nostra ricerca.

CHI ERA REDENTORE CANALI

Il suo nome completo era Redentore Canali.

Era nato nel 1932 ed era il secondo di cinque fratelli.

La madre, Caterina, era molto devota alla Madonna del Sacro Monte e aveva scelto per i figli nomi legati alla religione.

L’infanzia di Redentore non fu semplice.

Era claudicante e strabico e, secondo i ricordi raccolti molti anni dopo, a scuola veniva talvolta emarginato dagli altri bambini.

Ma proprio da quegli anni emerge un particolare particolarmente interessante.

Un suo vecchio compagno delle elementari ricordava infatti che Redentore preferiva spesso andare a vendere frutta sulle bancarelle.

Lì, raccontava, si sentiva maggiormente rispettato.

Ed era anche molto bravo con i numeri: nei piccoli commerci non sbagliava praticamente mai a dare il resto.

È questo il primo elemento documentato che rende particolarmente suggestivo il ricordo dell’“uomo dei limoni” riaffiorato tanti anni dopo.

ERA DAVVERO L’UOMO DEI LIMONI?

Qui dobbiamo però distinguere con attenzione la memoria orale dalla documentazione.

Le fonti che abbiamo consultato confermano che Redentore, fin da ragazzo, vendeva frutta sulle bancarelle.

Non abbiamo invece trovato, almeno per ora, una fonte scritta dell’epoca che dica espressamente che vendesse limoni in piazza del Mercato.

Questo particolare appartiene oggi ai ricordi dei varesini.

Ed è un ricordo molto plausibile.

L’età coincide.

L’attività coincide.

La figura di Redentore coincide con quella indicata da più persone.

Ma un ricordo, per quanto credibile, non può essere trasformato automaticamente in un fatto documentato.

Possiamo però raccoglierlo.

Conservarlo.

E provare a verificarlo prima che scompaiano le ultime persone in grado di raccontarcelo.

QUANDO PIAZZA DELLA REPUBBLICA ERA “PIAZZA DEL MERCATO”

Per capire quel ricordo bisogna tornare indietro nel tempo.

L’attuale piazza della Repubblica è stata per generazioni di varesini soprattutto la piazza del Mercato.

Era uno dei grandi luoghi popolari della città.

Vi si incontravano ambulanti, commercianti, sensali, venditori di prodotti agricoli e persone che arrivavano dalle zone circostanti per vendere ciò che producevano.

Le cronache sulla vecchia Varese ricordano anche le verduraie provenienti da Casbeno, alcune sedute direttamente a terra, altre su piccoli sgabelli, con davanti le loro ceste.

Verdura, ortaggi, frutta.

E anche uova e polli.

Ed ecco che il secondo ricordo apparso sulla pagina de La Varese Nascosta — quello della donna che vendeva le uova — trova almeno un preciso riscontro nel tipo di commercio che realmente si svolgeva in quella piazza.

LA SIGNORA DELLE UOVA

Un lettore ha indicato anche un cognome:

Bertoni.

Ma su questo punto dobbiamo fermarci.

Non abbiamo ancora trovato una fonte che consenta di identificare con certezza una donna chiamata Bertoni come la venditrice di uova ricordata dai varesini.

Sappiamo invece che nella piazza esisteva anche il Garage Bertoni.

Per questo motivo non vogliamo creare collegamenti che, allo stato attuale delle ricerche, non possiamo dimostrare.

La signora delle uova rimane quindi, almeno per ora, una figura della memoria collettiva ancora da identificare.

Ed è proprio qui che possono diventare preziosi i ricordi dei lettori.

REDENTORE E I PICCOLI MESTIERI

La vita di Redentore sembra essere stata attraversata da una continua capacità di arrangiarsi attraverso piccoli lavori.

Oltre alla vendita della frutta durante la giovinezza, è documentato che vendeva anche ciclamini, sistemati dentro piccoli cestini di bambù, ai frequentatori del Sacro Monte.

E la memoria popolare lo ritrova anche durante la tradizionale Candelora di Casbeno, dove arrivava con una bancarella di palloncini e zucchero filato.

Frutta.

Fiori.

Palloncini.

Zucchero filato.

Piccoli commerci attraverso i quali Redentore cercava di costruirsi una vita.

Poi arrivò il luogo al quale il suo nome sarebbe rimasto definitivamente legato.

IL PARCHEGGIO DI REDENTORE

Quel luogo era il Sacro Monte.

Nel parcheggio sopra il cimitero c’era una piccola casetta di legno.

E lì, per anni, c’era lui.

Redentore aiutava gli automobilisti a trovare un posto dove lasciare la macchina.

Indicava dove parcheggiare e riceveva in cambio un’offerta.

Non era semplicemente un posteggiatore.

Con il passare degli anni diventò una presenza familiare del borgo.

Chi saliva al Sacro Monte finiva quasi inevitabilmente per incontrarlo.

Molti bambini lo ricordavano perfino con un certo timore: era un uomo robusto, claudicante, con un aspetto che poteva sembrare burbero.

Ma chi lo conosceva raccontava soprattutto una persona umile, precisa e profondamente onesta.

E così quel parcheggio, nella memoria di tanti varesini, diventò semplicemente:

“il parcheggio di Redentore”.

QUANDO QUEL MONDO CAMBIÒ

Con il passare degli anni anche il Sacro Monte cambiò.

Il parcheggio venne organizzato diversamente e Redentore perse quel ruolo che per tanto tempo aveva rappresentato non soltanto una fonte di sostentamento, ma una parte importante della sua vita.

Chi lo aveva conosciuto raccontò in seguito quanto quella perdita lo avesse segnato.

Perché quella piccola casetta, quel parcheggio e le persone che ogni giorno incontrava erano diventati il suo mondo.

LA MORTE E IL RITORNO AL SACRO MONTE

Redentore Canali morì nel 2016, a 84 anni.

Il legame con il Sacro Monte non si interruppe neppure allora.

Fu infatti sepolto nel cimitero del Sacro Monte, accanto alla madre Caterina.

Proprio sotto quel parcheggio nel quale aveva trascorso una parte importante della propria esistenza.

Quasi un cerchio che si chiude.

LE FOTOGRAFIE DI REDENTORE

Di Redentore sono rimaste anche alcune fotografie.

Lo mostrano con il suo caratteristico berretto e accanto alla piccola struttura del parcheggio.

Quelle immagini furono pubblicate sulla rivista degli Amici del Sacro Monte e successivamente riprese da VareseNews in occasione di un ricordo dedicato a Redentore.

Sono fotografie semplici.

Ma acquistano oggi un valore enorme.

Perché restituiscono un volto a un personaggio che rischierebbe altrimenti di sopravvivere soltanto nei ricordi di chi lo incontrò.

L’APPELLO AI VARESINI

E allora questa storia non è ancora conclusa.

Anzi.

Forse è appena cominciata.

Chi ricorda Redentore quando vendeva frutta?

Qualcuno ricorda davvero i limoni in piazza del Mercato?

In quali anni?

Dove si trovava esattamente la sua bancarella?

Esistono fotografie?

E ancora:

chi era la donna che vendeva le uova?

Si chiamava davvero Bertoni?

Qualcuno ne conosce nome e cognome?

Qualcuno conserva una vecchia fotografia di famiglia nella quale compare sullo sfondo?

Chiediamo ai varesini di aprire cassetti, album e scatole di fotografie.

A volte un’immagine apparentemente insignificante può restituirci un pezzo intero della nostra città.

LA STORIA DI UNA CITTÀ NON È FATTA SOLTANTO DAI GRANDI PERSONAGGI

Quando raccontiamo la storia di Varese parliamo inevitabilmente di palazzi, ville, industrie, amministratori, artisti e personaggi illustri.

Ma una città non è fatta soltanto da loro.

È fatta anche, e forse soprattutto, dalle migliaia di persone che per decenni hanno attraversato quotidianamente le sue strade senza mai entrare nei libri di storia.

Il giornalaio.

La verduraia.

L’ambulante.

La donna delle uova.

Il posteggiatore.

L’uomo dei limoni.

Sono personaggi apparentemente minori.

Eppure erano parte del paesaggio umano della città.

Redentore Canali era uno di loro.

Sappiamo con certezza che vendeva frutta.

Sappiamo che vendeva ciclamini.

Sappiamo che portava palloncini e zucchero filato alle feste.

Sappiamo soprattutto che per tanti anni fu una delle figure più riconoscibili del Sacro Monte.

Non sappiamo ancora con certezza se fosse proprio lui quell’“uomo dei limoni” che una bambina vedeva tanti anni fa in piazza del Mercato.

Ma quella bambina, ormai adulta, se lo ricorda ancora.

E dopo decenni ha scritto:

«Io ricordo l’uomo dei limoni».

Da quelle poche parole è riemersa una vita.

Ora toccherà ai ricordi dei varesini completare la storia.

Perché una città perde davvero i propri personaggi soltanto quando nessuno li ricorda più.

Foto: https://www.laprovinciadivarese.it/addio-redentore-uomo-dei-parcheggi-con-un-cuore-cosi-281272/?utm_source=chatgpt.com

Le foto bianco nero sono state realizzate con IA e pertanto potrebbero non riprodurre correttamente le sembianze della persona interessata.