Lo stop di Sant’Ambrogio in Strada per il 2026 riporta alla luce una storia tutta varesina, quella delle feste dei rioni. Alcune sono arrivate fino a oggi, altre sono sparite, altre ancora sono state recuperate dopo anni. Dietro c’è la particolare storia di una città cresciuta mettendo insieme borghi e paesi che per molto tempo avevano vissuto per conto proprio.
Basta tornare al 1927. Fino ad allora Sant’Ambrogio Olona, Velate, Masnago, Bobbiate, Capolago, Lissago e Santa Maria del Monte erano Comuni autonomi, poi aggregati a Varese insieme a Bizzozero con il Regio Decreto del 24 novembre. Prima ancora c’erano le Castellanze, cresciute attorno al borgo con le proprie chiese, le cascine, le osterie e una vita che si svolgeva in gran parte dentro i confini del paese.
Quasi un secolo dopo, molte di quelle identità sono ancora riconoscibili e le feste sono state per decenni uno dei momenti in cui tornavano fuori con maggiore forza.
A Bobbiate, per San Grato, per anni la Corsa degli Asini ha riportato in strada i nomi delle vecchie corti: Barnabà, Barlasc, Caséla, Campanatt, Gualtin, Desert, Perla, Bràm e Lumbard, Bighin, Ratit. A Masnago il Palio delle Contrade ha superato le quaranta edizioni, conservando il corteo e la Gara della Brenta. A San Fermo la rassegna di Penasca ha portato per decenni pittori, scultori e fotografi nelle corti.
Qualcosa nel frattempo si è perso. A Bizzozero, tra gli anni Ottanta e Novanta, c’era persino il Giocarione: quattro rioni, tornei, giochi e la premiazione durante la patronale. Oggi ne restano fotografie e vecchi libretti, comprese le pubblicità dei negozi di allora. Sfogliarli significa ritrovare facce, attività e famiglie che raccontano com’era il quartiere molto più di tante ricostruzioni ufficiali.
Altrove si è ripartiti. È successo a Velate, dove negli anni sono state recuperate feste e iniziative legate al borgo, alla Torre e al Battistero. A Bosto la festa di Sant’Imerio continua invece a tenere insieme parrocchia e quartiere, fino all’olio prodotto con gli ulivi della zona e venduto per beneficenza.
In questa lunga tradizione si è inserita anche Sant’Ambrogio in Strada. È molto più giovane: nasce nel 2017 e in pochi anni arriva a richiamare migliaia di persone. Nel 2026 però si ferma. L’associazione che l’ha organizzata negli ultimi anni ha rinunciato e gli ideatori stanno già ragionando su come ripartire nel 2027.
E proprio il 2027 offrirà una coincidenza interessante: saranno trascorsi cento anni dall’aggregazione a Varese degli antichi Comuni. Sant’Ambrogio, Velate, Masnago, Bobbiate, Capolago, Lissago, Santa Maria del Monte e Bizzozero entreranno nel loro secondo secolo da quartieri della città.
Potrebbe essere un buon momento per andare a vedere cosa è rimasto delle loro vecchie feste e, magari, rimetterne in piedi qualcuna. Di materiale ce n’è parecchio: vecchi programmi, fotografie, nomi delle corti, palii dimenticati e tradizioni che qualcuno, nei rioni, ricorda ancora.
