di Bruno Belli
Stavamo raccontando della Varese del XVII secolo: gli ultimi tre appuntamenti hanno riguardato il Sacro Monte, senza dubbio il più importante luogo di fede nel quale la stessa convive con variegate espressioni d’arte di massimo livello.
Se, però, ci soffermiamo a dare uno sguardo al borgo ed al territorio limitrofo notiamo che già in precedenza esso era meta dei fedeli che si recavano per il pellegrinaggio a Santa Maria del Monte, luogo di culto giù dall’epoca di Sant’Ambrogio: la cripta di cui parlammo rivela, infatti, il primo nucleo della chiesa sorto tra il V ed il VI secolo.
I fedeli, dunque, trovavano a Varese altri luoghi dove poter fermarsi e ricevere ospitalità, dai conventi, alle osterie fuori del borgo, quelle «bettole» delle quali resta ancora oggi il toponimo, laddove sorgeva un nucleo di vari ricoveri.
In tutto questo l’arte d’ispirazione religiosa rivestiva un ruolo di sicuro rilievo. Infatti, l’arte sacra, fungendo per molti secoli da «Biblia pauperum», la «Bibbia dei poveri» che non sapevano leggere e scrivere, accompagnava le ore di riposo nei vari conventi e le preghiere dei fedeli.
Affidata soprattutto a numerosi pittori di vario talento, tra i più apprezzati e sicuramente originali che avevano operato tra il tra il XV ed il XVI secolo nativi del Varesotto è Bernardino Scapi, meglio conosciuto come Bernardino Luini, nativo di Dumenza attorno al 1481 (quindi, verso nord del territorio presso Luino, da cui il “cognome” «Luini»), rappresentante di rilievo della scuola rinascimentale lombarda riferibile al gruppo dei «Leonardeschi».
L’ARTISTA «SACRO» – Luini si formò, con molta probabilità a Verona, in Veneto (particolare dedotto dalla pala «Madonna col Bambino e i santi Agostino e Margherita» proveniente da quella città, firmata «Bernardinus Mediolanensis», la quale dimostra affinità stilistiche con la pittura di Gerolamo dai Libri, veronese (oggi è conservata al Museo Jacquemart André di Parigi).
Alcune opere appartenenti ai primi anni di attività si trovano alla Certosa di Pavia: sono nell’atrio (gli affreschi con «San Cristoforo» e con «San Sebastiano») e nella chiesa (presso il transetto destro, la «Madonna col Bambino»); nel museo sono invece collocati i pannelli del polittico con San Martino e Sant’Ambrogio.
Una delle sue prime prove ad affresco è l’«Adorazione dei Magi», all’interno della chiesa cimiteriale di san Pietro a Luino e, dello stesso periodo, a lui sono attribuite, nel presbiterio del Duomo di Monza, «San Gerardo dei Tintori», e le figure a mezzo busto nei tondi e nei rombi del fregio sul tramezzo dell’oratorio di San Vittore a Meda.
Stabilitosi definitivamente in Lombardia attorno al 1510, dipinse gli affreschi nell’oratorio di Santa Maria Nova detta «del Pilastrello» (pietra miliare sulla quale oltre a segnare le distanze indicava i luoghi di culto ed altro nelle vicinanze) a Vimodrone, quindi lavorò a Milano in Santa Maria della Passione, dove, nel 1510, terminò il «Compianto di Cristo» e, presso l’«Abbazia di Chiaravalle» la «Madonna della Buonanotte» posta nel transetto della chiesa.
L’opera più importante di questo periodo, probabile collaborazione con Gaudenzio Ferrari per una «alia icona ecce Homo» oggi scomparsa, si trovava alla cappella del Santissimo Sacramento nella chiesa milanese di San Giorgio al Palazzo.
L’ARTISTA «PROFANO» – La più importante commissione di opere di carattere profano fu chiesta dalla famiglia milanese Rabia per la quale Luini affrescherà il palazzo milanese (staccati, oggi conservati nella «Gemäldegalerie» di Berlino e nella «National Gallery di Washington») e, nella la «Villa della Pelucca» a Sesto San Giovanni, i cicli tratti dalle «Storie dell’Esodo» e le «Storie di Apollo e Dafne». Il ciclo dedicato a Mosè, staccato, è oggi in gran parte esposto a Brera. Per quanto riguarda il gruppo dedicato alle «Storie di Apollo e Dafne», lo stato frammentario nel quale si rinvennero all’inizio dell’Ottocento ne rende difficile l’interpretazione mitologica. Luini, in questi lavori, mostra le caratteristiche dello stile maturo, costituito da un’originale sintesi tra lo sfumato di Leonardo ed il rigore prospettico di Vincenzo Foppa, del Bramantino e dello Zenale.
LA MATURITA’. Negli anni venti del XVI secolo, il pittore si espresse tramite uno stile più pacato di raffinatissimo classicismo, come è evidente sia nella «Madonna del roseto» ora a Brera, proveniente dalla Certosa di Pavia, sia nel ciclo degli affreschi del Santuario di Saronno (1525) e nella grandiosa «Passione e Crocefissione», in Santa Maria degli Angeli a Lugano, senza dubbio il più famoso affresco rinascimentale della Svizzera
La notevole fama di cui Luini gode negli anni della maturità è legata in gran parte anche alle tele di piccolo formato destinate alla committenza privata, assai apprezzate per la morbidezza e per la delicatezza dei toni, oltre che per l’immediatezza visiva dei soggetti: ne sono esempi le numerose madonne col bambino, conservate alla «Pinacoteca Ambrosiana», i ritratti, il più celebre dei quali è la donna ritratta nel quadro conservato presso la «Washington National Gallery», ed i dipinti profani dotati di un sottile elemento erotico quali la «Susanna e i vecchioni» appartenente alla collezione Borromeo e le numerose versioni del racconto di Salomè.
Nel «Santuario della Beata Vergine dei Miracoli» di Saronno la cappella del cenacolo ospita i suoi affreschi del 1531: sulla porticina della sagrestia «San Rocco», accanto «Sant’Antonio Abate», su quella del campanile «San Sebastiano e san Cristoforo»; nel passaggio alla cappella della Madonna lo «Sposalizio di Maria», la «Disputa di Gesù con i Dottori»; nei pennacchi delle arcate le «Sibille», nelle lunette gli «Evangelisti» e «Quattro Dottori della Chiesa», nell’abside «Santa Caterina» e «Santa Apollonia» ritratte accanto alle immagini dei due committenti.
Nel chiostro adiacente alla chiesa vi è poi una toccante «Natività», l’unica pittura esterna superstite sicuramente del Luini: originalissimo l’atteggiamento del Gesù Bambino, il quale, tenero e ingenuo, si porta un ditino alla bocca, affresco imitato dall’anonimo pittore nella Chiesa della Madonna del Lago ad Azzate, presso Varese.
LUINI E LA SUA SCUOLA – Agli ultimi anni d’attività risale l’incarico di affrescare una sala del «Palazzo degli Atellani», dove realizzò la volta con motivi vegetali e con quattordici lunette che rappresentano la genealogia della famiglia Sforza dalla nascita fino al duca allora regnante Francesco II. Per quest’ambiziosa opera, Bernardino si avvale dell’aiuto degli allievi di bottega: alla sua morte, occorsa entro il 1 luglio del 1532, questa passò ai figli Aurelio, Evangelista e Giovan Pietro che continuarono le opere paterne.
Dopo la grande fortuna all’inizio del XVII secolo, tanto da essere era uno dei pittori preferiti dal cardinale Federico Borromeo, che raccolse molte sue opere alla «Pinacoteca Ambrosiana», in seguito la fama di Luini tramontò: fu addirittura considerato, fino ad una cinquantina di anni orsono, un «artista minore», un semplice epigono di Leonardo (Bernard Berenson lo aveva definito «il meno intellettuale dei pittori famosi»). Fu rivalutato grazie all’importante revisione critica dell’arte lombarda, operata da William Suida nel XX secolo.
Bibliografia minima (per approfondire):
- AA.VV. Varese: vicende e protagonisti, Bologna, Edison, 1977
- Luigi Ambrosoli, Varese, storia millenaria, Varese, Macchione Editore, 2002
- Mario Bertolone, Varese, le sue castellanze e i suoi Rioni, Milano, Faccioli, 1952
- Leopoldo Giampaolo, Varese. Sintesi storca, Varese, Litotipografia Verbano, 1977
- Luigi Brambilla, Varese e il suo circondario, Varese, Tipografia Ubicini, 1874
- Luigi Borri, Documenti Varesini, Varese, Macchi e Brusa Editori, 1891
- Gabriella Bottarelli – Walter Guerra, Dizionari degli architetti, ceramisti, incisori, pittori e scultori di Varese e del Varesotto dal sec. XII al sec. XX, Varese, Archivio artistico varesino, 1998
- Giulio Bora, Bernardino Luini, in I Leonardeschi: l’eredità di Leonardo in Lombardia, a cura di Maria Teresa Fiorio, Pietro Cesare Marani, Milano, 2000, 325-370.
- Maria Teresa Fiorio, Bernardino Luini e la pittura del Rinascimento a Milano: gli affreschi di San Maurizio al Monastero Maggiore, Milano, 2000.
- Mina Gregori (curatrice), Pietro Cesare Marini, Pittura tra Ticino e Olona. Varese e la Lombardia Nord-occidentale, Milano, Cariplo, 1992
- Bernardino Luini e i suoi figli, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 11 aprile-13 luglio 2014), a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, 2 voll., Milano, Officina Libraria, 2014
[Le singole foto, alcune tratte dalle pubblicazioni in Bibliografia, altre di mia proprietà o reperite sul web, come sempre sono accompagnate da didascalie e da qualche notizia specifica in relazione al testo].
- Bernardino Luini, «Susanna e i vecchioni», (particolare), Lago Maggiore, Isola bella, Collezione Borromeo
- Bernardino Luini, «Cristo Benedicente» (1525 circa), Milano, Pinacoteca Ambrosiana
- Bernardino Luini, «Madonna del roseto», Milano, Pinacoteca di Brera
- Bernardino Luini, «Madonna col Bambino e San Giovanni», Lichtenstein Museum
- Ritenuta da sempre opera di Bernardino Luini, la «Venere del lago», così detta per lo specchio d’acque dipinto sullo sfondo, probabilmente il Lago Maggiore, è stata di recente attribuita ad di un anonimo fiammingo che si impratichì imitando i “leonardeschi” di quegli anni. Il motivo è stato indicato nell’imperizia anatomica del corpo femminile, ponendo, così, in luce, la maggiore qualità del Luini. Ringrazio l’amico Marco Corrias, storico d’arte, per avermi fornito questo aggiornamento. L’opera si trova a Washington, alla National Gallery of Art.
- Bernardino Luini, «Ritratto di nobildonna», Washington, National Gallery of Art
- Bernardino Luini, «San Sebastiano», Lago Maggiore, Isola Bella, Collezione Borromeo
- Bernardino Luini, «Donne al bagno», Milano, Pinacoteca di Brera.
- Bernardino Luini, «Storie di Mosè» (I), Milano, Pinacoteca di Brera.
- Bernardino Luini, «Storie di Mosè» (II), Milano, Pinacoteca di Brera.
- Bernardino Luini, «Storie di Mosè» (III), Milano, Pinacoteca di Brera.
- Bernardino Luini, «Storie di Mosè» (IV), Milano, Pinacoteca di Brera.
- Bernardino Luini, «S. Caterina d’Alessandria», Magadino, Chiesa di S. Carlo
- Bernardino Luini, «S. Anna», Philadelphia, Museum of Art
- Bernardino Luini, «Martirio dei santi Alessandro e Martirio», Pasadena, Norton Simon Museum
- Bernardino Luini, «Giuramento dei tre amici» (1523), Pasadena, Norton Simon Museum
- Bernardino Luini, «Ritratto di Galeazzo Sforza», Milano, Castello Sforzesco.
- Bernardino Luini, «Il fidanzamento della Vergine Maria» (1525-1526), Saronno, Santuario della Beata Vergine dei Miracoli.
- Bernardino Luini, «Sacra Famiglia», Saronno. Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, affresco nel Chiostro attiguo
- Bernardino Luini, Attribuibile, oppure della Scuola, «Madonna col Bambino ed i Santi Cosma e Damiano» (1513), Como, Musei Civici
- Bernardino Luini, affreschi nella chiesa di San Maurizio del convento Monastero Maggiore di Milano (1520-1524). Il dipinto a olio al centro, con l’Adorazione dei pastori, è di Antonio Campi (1524-1587).
- Bernardino Luini, «Alessandro Bentivoglio con i santi Stefano, Benedetto, Giovanni Battista», Milano, chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Alessandro Bentivoglio, insieme alla moglie Ippolita, fu il principale committente di una parte delle decorazioni della chiesa di San Maurizio
- Bernardino Luini, «Ritratto di Ippolita Sforza Bentivoglio con Santa Agnese, Santa Scolastica e Santa Caterna» Milano, chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Ippolita Sforza, moglie di Alessandro Bentivoglio, ricoprì un ruolo centrale nella definizione del programma decorativo della chiesa di San Maurizio.
- Bernardino Luini, Affresco nella chiesa di San Giorgio al Palazzo di Milano (1516).
- Bernardino Luini, «Passione e Crocifissione di Gesù Cristo» (1529), Lugano Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Il grande affresco dipinto sua parete di tramezzo contiene ben 153 personaggi con un alternarsi di cavalli e movimento di figure.


















