Storia di Varese – 5. Tra «Olona» e «Vellone»

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di Bruno Belli

Nel precedente capitolo, parlando dei primi documenti scritti su Varese (siamo nel X secolo), per meglio delimitare il territorio che riguardò il borgo ci siamo soffermati sui «colli» tra i quali la città è adagiata ed abbiamo cominciato citare le castellanze (sulle quali meglio ritorneremo), giacché sono nominate, nelle testimonianze più antiche, in documenti notarili tra il X ed il XII secolo. Necessita ricordare anche i corsi d’acqua che l’attraversano, o la circondano, poiché essi rivestono molta importanza in relazione ad un centro abitato: per Varese, poi, più che il lago sono proprio i torrenti ad avere contribuito allo sviluppo della città maggiormente in determinati luoghi rispetto ad altri, man mano che il numero di abitanti aumentava.

Come tutti sanno Varese è situata in un luogo privilegiato da un punto di vista naturalistico che vanta monti (la posizione «difensiva» di cui accennammo due settimane or sono) sui quali si è adagiata o dai quali rimase “protetta” (come per quanto riguarda il Sacro Monte ed il Campo dei fiori), colli (i sette già ricordati), il fiume Olona, due importanti torrenti, «Vellone» e «Lanza», la pianura ed il lago.

Il fiume «Olona», dalla radice celtica «Ol» che significa «importante» è formato da due diversi rami: uno, quello principale, proviene dalla valle della Rasa, dove nasce presso la località «Fornaci della Riana», il cui nome è dovuto ad alcune antiche fornaci per il calcare che rimasero attive fino al 1972, esattamente nel terreno della «Villa Cagnola», oggi di proprietà del Parco Regionale del Campo dei Fiori. Il secondo proviene da cinque piccole fonti: due che sgorgano ancora in «Val di Rasa» e tre in «Valganna» (il ramo che nasce ai piedi del monte «Martica» è chiamato «Margorabbia»): ai piedi di Bregazzana confluiscono in un unico corso.
Il ramo della Valganna dà origine anche alla famose «Cascate di Valganna», che in inverno sono spesso ghiacciate: sono state create artificialmente all’inizio del XX secolo per migliorare il prelievo dell’acqua e in esse si può ammirare il fenomeno dell’affioramento del travertino.
Il fiume è lungo 71 km fino a Milano, mentre 120 km dove si immette nel Po all’altezza di San Zenone Po.

Il suo corso non attraversa quello che fu il «Borgo» delimitato dalla porte di cui accennammo, ma lo lambisce: lungo l’Olona si svilupparono importanti attività lavorative che poterono assicurare a molte famiglie una vita dignitosa (si trattò per lo più di mulini, cartiere, concerie e cotonifici, i resti dei quali sono ancora oggi visibili tra «Valle Olona» e l’ «Iper» ed alla «Folla di Malnate».

Il corso d’acqua che invece, attraversa la città è il torrente «Vellone», affluente dello stesso Olona, il quale proviene dalla valle omonima, situata a sud del Monte «Tre Croci», ai piedi del «Monte San Francesco» che si eleva di fronte a «Santa Maria del Monte». Il «Vellone» scorre parte all’aperto e parte in tombinatura, ma il suo percorso è poco conosciuto anche da molti Varesini, pertanto, ne seguiamo il corso.

Nasce, esattamente, a monte di una curva a ferro di cavallo della via Monte tre croci a quota 880 metri. A quota 787 metri attraversa Via del Ceppo, scende alla Centrale dell’acquedotto situata a quota m.670, quindi alla Stazione di partenza delle funicolari (m.632), attraversa Via Adige a «Velate» (m.498), il parco «Zamberletti» fino ad «Avigno» all’altezza di Via Oriani (m.432) e scorre nelle vie Carrano e Vellone, quindi scende, tramite una curvatura al culmine di via Crsipi («Masnago»), attraversa Via Monguelfo, Via Oldofreddi, Via Monsignor Proserpio, Via della Carrozzeria, sottopassa qui in tombinatura, l’area dell’ ex «Aermacchi», attraversa «Via Nicotera» dove torna visibile per un tratto, quindi, ancora sotterraneo, scorre lungo via Hermada, via Felicita Morandi, Via Indipendenza, Via Veratti, piazza Monte Grappa dove si sdoppia, un ramo verso Via Volta ed un secondo in Via Bernascone e Via Magatti, quindi si riunisce pressappoco nella zona di Via Vittorio Veneto, proseguendo sotto piazza XX settembre, Via Morosini, sotto la gettata della ferrovia, Piazzale Kennedy (sotto il passaggio a livello di via Monte Santo), quindi esce e scorre all’aperto a valle del Cimitero di Giubiano, costeggia le «Ferrovie Nord Milano» e l’ex Macello civico, attraversa via Folgaria, via Vivirolo, scorre sotto il Cimitero di Belforte, infine si immette dell’«Olona» dopo l’incontro dell’ «Iper».

La tombinatura del «Vellone» fu iniziata per volere dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, soprattutto per motivi d’igiene, giacchè le case del borgo riversavano in esso i liquami e le botteghe gli scarti del cibo, tra i quali i peggiori danni erano prodotti dal sangue e dai resti delle carcasse di bovini dovute alla macellazione.

Il torrente «Lanza», proveniente dalla Svizzera, è anch’esso un affluente dell’Olona: entrato in territorio italiano, assume il nome di «Clivio» scorrendo attraverso i territori dei comuni di Clivio, Saltrio, Viggiù e Cantello. All’altezza dell’omonima frazione del comune di Cantello denominata Gaggiolo rientra brevemente in territorio elvetico, nel comune di Stabio. Sul punto esatto dove scorre, a circa 2 metri di altezza sulla verticale del corso d’acqua, è posta la rete metallica che delimita il confine Italo-Svizzero. Le acque proseguono il corso entrando nel territorio della provincia di Como, attraverso la Valmorea, Bizzarone, Rodero e Cagno, quindi rientra in provincia di Varese, attraversa i comuni di Cantello e di Malnate dove confluisce nel fiume Olona in località «Folla». Nel tratto tra Bizzarone e Malnate, assume il nome di «Lanza», ma è anche chiamato «Ranza» o «Anza».

Infine, ricordiamo anche il torrente «Bevera» che nasce in località Baraggia di Viggiù e che si immette nell’«Olona» sempre presso la «Folla di Malnate». Vale la pena qui ricordare anche che le falde e le molte sorgenti del torrente «Bevera» alimentano circa il 60% dell’acqua potabile di Varese e dei Comuni limitrofi (Viggiù, Arcisate, Cantello e Malnate).

Tale ricchezza di corsi d’acqua, la corona di sette colli, i monti e la gola della valle di Malnate, fecero sì, come abbiamo già scritto, che il territorio fosse particolarmente appetibile come luogo di vedetta, particolarmente adatto per il controllo delle strade che ponevano in comunicazione Milano con le terre al di là delle Alpi: nell’Alto medioevo, senza dubbio, la comunità varesina si formò in funzione di queste caratteristiche, puntando il proprio sostentamento sull’agricoltura ed, in parte, sulla pesca.


Bibliografia minima (per approfondire):

– AA.VV. Varese: vicende e protagonisti, Bologna, Edison, 1977
– Luigi Ambrosoli, Varese, storia millenaria, Varese, Macchione Editore, 2002
– Benzoni, Claudio, Origini di Varese. Primavera varesina dopo le stagioni barbariche, Varese, Benzoni Editore, 2012.
– Leopoldo Giampaolo, Quando sorse Varese, in «Rivista della Società storica varesina», Varese, aprile 1981
– Luigi Carnelli, Il fiume Olona. Le acque, la storia, i mulini, Comune di Gorla Maggiore, 2006

[Le singole foto, alcune tratte dalle pubblicazioni in Bibliografia, altre di mia proprietà o reperite nel web sono accompagnate come sempre da didascalie e da qualche notizia specifica in relazione al testo].

Foto:

  1. Esterno delle sorgenti dell’Olona nel paro di «Villa Cagnola», località «Fornaci della Riana» presso la «Rasa» di Varese.
  2. Le sorgenti dell’Olona nel paro di «Villa Cagnola», località «Fornaci della Riana» presso la «Rasa» di Varese
  3. Le fonti dell’Olona del Ramo della Rasa, disegnate dall’ing. Mazzocchi nel 1880.
  4. Le fonti dell’Olona del Ramo della Valganna, disegnate dall’ing. Mazzocchi nel 1880.
  5. Le fonti dell’Olona fra Varese a Gorla Maggiore, disegnate dall’ing. Mazzocchi nel 1880.
  6. La fonte dell’Olona presso Lonate Ceppno, che si trova presso gli ex «Mulini Lepori» ed è protetta da una struttura architettonica risalente al 1750.
  7. Il fiume Olona, Varese «I Mulini Grassi», insieme di più edifici costruiti tra il XVI ed il XIX secolo.
  8. Il fiume Olona, Varese «I Mulini Grassi», affresco del 1675 con «Meridiana» e motto latino sul tempo che fugge e sulla necessità di operare a vantaggio del bene.
  9. I Mulini di Gurone, oggi.
  10. I resti del «Mulino Balbi» a Marnate.
  11. Un tratto del «Margorabbia»
  12. La Valmorea dove scorre il «Lanza».
  13. Il torrente «Bevera»
  14. Ingresso della galleria dell’ex funicolare del Campo dei Fiori, presso cui scorre il Vellone.
  15. Tratto del «Vellone» ad Avigno.
  16. Maria Teresa d’Austria, cui si deve l’inizio dei lavori di tombinatura del Vellone.
  17. Via Veratti in una bella foto degli anni 30 del Novecento: il «Vellone» corre proprio sotto la strada che è la copertura del torrente che fu fatta nell’Ottocento.
  18. Folla di Malnate, ex «Siome» , dietro la quale scorre l’Olona ed in prossimità della quale confluiscono il «Lanza» ed il «Bevera».
  19. «Mulino Bernasconi» alla «Folla» di Malnate.
  20. La ditta «Montoli», presso la «Folla di Malnate» in una foto del 1946. Si noti la scritta «Fabbrica di Cesoie».