Un romanzo non solo scritto, ma “vissuto”: “La moglie del dottore” di Laura Veroni

di Stefania Cipolat e Maria Francesca Nicolò

Nel contesto raffinato ed eclettico della libreria Ubik di Varese, sabato 13 giugno, si è svolto un evento speciale e sentito.

Un pubblico attento e partecipe, ha riempito la sala per la prima presentazione ufficiale de “La moglie del dottore”: l’attesissimo nuovo romanzo della scrittrice varesina Laura Veroni, edito da Les Flâneurs Edizioni.

Per l’autrice, la cui produzione letteraria è legata ad una celebre serie di romanzi polizieschi che vedono come protagonista il Pubblico Ministero Elena Macchi, questo libro rappresenta una vera e propria innovazione, che ha subito catturato la curiosità di molti e non solo tra i suoi fedeli lettori.

In quest’opera, Laura Veroni si mette a nudo con un romanzo corale, che attraversa quarant’anni di storia italiana, dagli anni Sessanta alla soglia del Duemila e vede come protagoniste due donne: Rita ed Eva.

Personaggi apparentemente agli antipodi: la prima è un’orfana cresciuta affrontando la fatica della sopravvivenza; mentre la seconda è la moglie di un primario stimato ma affettivamente arido di sentimenti, che la rende prigioniera di un matrimonio tossico.

Due mondi distanti che però si riconoscono, si alleano e affrontano insieme i grandi sconvolgimenti storici e culturali, dal femminismo al terrorismo degli Anni di Piombo, sullo sfondo di un condominio della tipica borghesia milanese.

Durante la presentazione sono stati toccati temi di fortissima attualità ed il pubblico ha interagito con l’autrice ponendo diverse domande, riflessioni e curiosità.

Laura Veroni, con una scrittura fluida ma che spesso taglia l’anima attraverso la messa a nudo delle contraddizioni, ipocrisie e tormenti, ha dimostrato una straordinaria capacità introspettiva capace di catturare il lettore e di farlo sentire parte della storia.

La tensione emotiva de “La moglie del dottore” non ha nulla da invidiare a quella di un thriller d’azione: qui a fare paura, e poi a emozionare, sono i silenzi, i tradimenti e le piccole, grandi ribellioni quotidiane.

Essere presente alla presentazione de “La moglie del Dottore” di Laura Veroni ha significato molto piu che assistere a un incontro letterario: è stato entrare in uno spazio vivo di ascolto, confronto ed emozione. Poter stare accanto all’autrice e a Luisa, libraia attenta e competente, ha reso questo momento ancora piu autentico, quasi intimo, come se le parole del romanzo trovassero voce dentro una comunità capace di accoglierle fino in fondo.

Ha colpito profondamente ascoltare Laura raccontare la genesi di questo libro, nato da un’urgenza di scrittura e di sentimento, maturata lungo quattro anni. Si percepisce chiaramente che questo romanzo non è stato semplicemente scritto, ma vissuto, attraversato, lasciato sedimentare. E forse è proprio da questa lunga fedeltà interiore che nasce la sua intensità.

Uno degli aspetti che piu affascina è la straordinaria capacita descrittiva dei luoghi. Laura Veroni accompagna il lettore in un viaggio che parte dal nostro territorio, attraversa la provincia e approda alla metropoli milanese, restituendo non solo paesaggi, ma vere e proprie trasformazioni dell’anima collettiva. In quarant’anni di narrazione cambia la geografia, certo, ma cambiano soprattutto le abitudini sociali, i riferimenti politici, i modi di stare al mondo: tutto questo entra nei personaggi, li condiziona, li plasma, li rende vivi e credibili.

Tocca anche la forza con cui vengono narrate le donne di questo romanzo: donne complesse, diverse, profondamente segnate e insieme forgiate dalle vicende della vita. Laura Veroni dimostra una comprensione matura e autentica dell’universo femminile, dando corpo a due figure di donna apparentemente lontane, quasi opposte, ma capaci di costruire un legame unico, coraggioso, necessario, vitale. E in questa relazione si avverte tutta la profondità dello sguardo dell’autrice.

Da scrittrice esperta, da professoressa, da madre e da moglie, Laura racconta le donne a tutto tondo, senza semplificazioni, senza slogan, senza forzature. La moglie del Dottore non è un romanzo femminista nel senso piu ideologico del termine, ma è certamente un romanzo di grande e complessa femminilità, che interroga, emoziona e lascia tracce.

E forse e proprio per questo ogni uomo dovrebbe leggerlo: perchè dentro queste pagine non c’e solo il racconto di alcune donne, ma una verità umana profonda, capace di parlare a tutti.

La mattinata si è chiusa tra gli applausi e una lunga coda per il firmacopie.

Varese ha riabbracciato la sua scrittrice, che con questo nuovo percorso letterario promette di scalare le classifiche, regalando ai lettori un affresco storico e psicologico che lascia il segno.

Il viaggio di Eva e Rita è appena iniziato, anche se la partenza alla Ubik ha già il sapore di un grande e meritato successo.

Noi, di VareSempre e Varesinando, siamo state onorate di esserci e raccontarlo.