Prima del Teatro Sociale, prima delle grandi stagioni ottocentesche e delle serate che animavano piazza Giovine Italia, Varese aveva già acceso una luce di scena. La sua nascita avvenne lontano dai riflettori, tra firme e carte bollate. A raccontarlo è la ricerca di Luigi Manco, fondatore de La Varese Nascosta, che riporta la data al 17 febbraio 1779.
In quel giorno prende forma il primo progetto teatrale stabile della città. Il Teatro Ducale fu ricavato/adattato all’interno del grande complesso di Palazzo Griffi (poi passato ai Gerolimini e in seguito trasformato in “Quartiere”/uso militare). Palazzo Griffi era collocato grossomodo nel centro dell’attuale Piazza della Repubblica (l’area che dopo l’Unità d’Italia venne trasformata in piazza d’armi/mercato, e che comportò la demolizione del palazzo nel 1867). Le carte citano una gestione precedente, indicata come Bianchi, esperienza che faticava a trovare continuità.
A dare una direzione fu Giambattista Fontana, varesino e impresario teatrale nel senso pieno del termine: organizzatore, finanziatore, promotore di stagioni. Fontana propose di rilanciare la sala trasformandola in un teatro strutturato, capace di garantire programmazione e stabilità. Per sostenere il progetto coinvolse due soci, il milanese Giovanni Cesare Bertina e il mercante varesino Fedele Torelli. Davanti al notaio Carlo Giuseppe Castiglioni vennero fissati gli accordi con il Luogo Pio, ente che amministrava gli spazi.
Da quell’intesa nacque il Ducal Teatro di Varese, inaugurato nell’ottobre del 1779. Uno spazio elegante e raccolto, frequentato dalla borghesia locale e daivilleggianti. Il Ducale ebbe una durata limitata, lasciando però un’eredità significativa: formò un pubblico e rese abituale l’appuntamento con musica, opera e danza.
Nel 1791, anche grazie all’iniziativa di Fedele Torelli e di altri cittadini, prese vita il Teatro Sociale, in piazza Giovine Italia. Per oltre un secolo rappresentò il cuore culturale di Varese, fino alla demolizione nel 1953.
Oggi, mentre la città torna a confrontarsi sull’idea di un nuovo teatro, quella pagina settecentesca acquista un valore particolare: anche allora tutto partì da una scelta, da un investimento condiviso e dal desiderio di dare continuità a uno spazio culturale.
La ricerca di Manco aggiunge così un tassello importante: il teatro a Varese affonda le sue radici prima del Sociale, in una sala adattata e in una visione che seppe guardare avanti. Una storia che racconta di una comunità pronta, già nel Settecento, a riconoscersi attorno a un palcoscenico.