Scritte contro il sindaco Davide Galimberti sono comparse all’interno della piscina comunale di via Copelli, dove si è registrato un episodio di vandalismo ai danni di una struttura pubblica cittadina. Il gesto riporta al centro dell’attenzione il tema del rispetto degli spazi comuni e dei toni del confronto pubblico.
Colpire un luogo pubblico con messaggi rivolti a un rappresentante delle istituzioni significa utilizzare uno spazio della comunità per trasformarlo in terreno di contrapposizione e intimidazione.
Al di là delle differenze politiche e delle critiche che possono essere rivolte all’amministrazione, il confronto democratico deve trovare il proprio spazio nelle sedi appropriate: nelle assemblee, nelle discussioni pubbliche, nelle elezioni e nel libero dibattito tra cittadini. Imbrattare una struttura comunale resta un gesto moralmente inaccettabile perché danneggia un bene condiviso e coinvolge l’intera collettività.
L’episodio non riguarda soltanto un danneggiamento materiale, ma coinvolge anche il piano del confronto politico e istituzionale. L’utilizzo di una struttura pubblica per manifestare contestazioni personali o politiche apre infatti una riflessione sui limiti tra dissenso e atti di intimidazione o vandalismo
Solidarietà al Sindaco Galimberti da parte della redazione di VareSempre


