Venegono Stregata, Roberta Lucato racconta la Varese della Belle Époque

La ladra dell’Elisir possiede qualcosa di unico e prezioso: racconta un territorio e riesce addirittura a farlo rivivere. Si tratta di giallo tutto varesino, ultima opera della scrittrice Roberta Lucato, protagonista la sera del 6 ottobre, alla Biblioteca di Venegono Superiore nell’ambito della rassegna Venegono Stregata.

Un appuntamento particolarmente suggestivo, perché il romanzo pare nato appositamente per dialogare con quell’atmosfera sospesa tra storia, mistero e immaginazione che in questi giorni permea tutta la cittadina. E ancora una volta l’autrice dimostra quanto il passato del territorio possa diventare materia narrativa di grande fascino. Bibliotecaria, giornalista pubblicista e appassionata ricercatrice di storia locale, Roberta Lucato conosce profondamente i luoghi che racconta, firma da anni della rubrica “Accadde 100 anni fa” sulle pagine de La Prealpina ed è autrice di numerosi saggi e romanzi ambientati nel Varesotto.

Con La ladra dell’Elisir, la narrazione coinvolgente ci conduce all’inizio del Novecento, quando Varese era la raffinata “Città Giardino”, meta del turismo d’élite, luogo di ville signorili, alberghi prestigiosi, spettacoli e mondanità.
È la metropoli del Teatro Sociale, dove risuonano le note de L’elisir d’amore e la voce del celebre tenore Francesco Tamagno, che possedeva una villa a Giubiano.
Ma dietro le quinte dell’elegante rappresentazione qualcosa si muove nell’ombra: un furto clamoroso, un omicidio e una serie di vicende mai completamente chiarite trasformano la città luminosa della Belle Époque nello scenario di un intricato mistero.

A indagare è il giudice Gagliardi, affiancato dal maresciallo Ranzini. Due figure che si muovono dentro una trama fatta di rancori, segreti familiari, intrighi e verità accuratamente nascoste. Nonostante la trama sia ricca di colpi di scena e suspense, il fascino del romanzo non risiede soltanto nell’enigma da risolvere in quanto il vero protagonista è anche il territorio.

La scrittura di Roberta Lucato riesce infatti a trasformare la Varese di oltre un secolo fa in una presenza viva e vibrante: una città elegante e ambiziosa, attraversata dalle trasformazioni della modernità, eppure ancora profondamente legata a codici sociali, convenzioni e segreti che spesso si consumavano dietro le facciate rispettabili delle famiglie.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della narrativa di Lucato, in cui il giallo diventa uno strumento per indagare la memoria. I suoi romanzi non si limitano a costruire un delitto e a cercarne il colpevole, secondo lo schema canonico di una narrazione di questo genere, bensì, attraverso le vicende dei protagonisti, emerge un territorio che rischierebbe altrimenti di rimanere confinato negli archivi, nelle cronache dimenticate e nelle fotografie d’epoca.

Alla Biblioteca di Venegono Superiore, il pubblico ha avuto così l’occasione di incontrare una vera narratrice della memoria varesina.
Perché dietro ogni mistero c’è una domanda.
E dietro ogni storia dimenticata c’è qualcuno che, prima o poi, decide di tornare a cercarla.
Roberta Lucato lo fa ancora una volta attraverso Varese, riportando alla luce una città lontana nel tempo ma sorprendentemente vicina a noi.
Una città elegante, inquieta e piena di segreti, tutta da scoprire ed ammirare.