Il 15 luglio 1787 nasceva a Varese Carlo Pellegrini Robbioni, una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia cittadina. Patriota, imprenditore e gentiluomo illuminato, è ricordato soprattutto per essere stato l’ultimo proprietario privato di Palazzo Estense, oggi sede del Comune di Varese.
La sua vicenda si intreccia con quella di uno degli edifici più rappresentativi della città. Dopo la fine della stagione dei duchi d’Este, il palazzo attraversò un periodo di declino fino a quando, nel 1836, Carlo Pellegrini Robbioni lo acquistò dagli eredi Trivulzio, deciso a restituirgli prestigio e splendore.
L’intervento non riguardò soltanto l’edificio. Robbioni trasformò anche gli allora celebri Giardini Estensi, ispirandosi ai grandi parchi romantici inglesi. Fece realizzare sentieri panoramici, un laghetto, cascatelle, grotte artificiali e una suggestiva torre panoramica che dominava il parco.
Proprio quest’ultima divenne motivo di una lunga controversia con i proprietari della vicina Villa Mirabello, che ritenevano la costruzione lesiva della propria riservatezza. La disputa finì addirittura in tribunale, diventando uno degli episodi più curiosi della storia varesina dell’Ottocento.
Ma Carlo Pellegrini Robbioni non era soltanto un amante dell’arte e dell’architettura. Convinto che il futuro di Varese passasse anche attraverso lo sviluppo economico, investì nel settore della seta, all’epoca tra i più importanti della Lombardia. Fece costruire una filanda e uno stabilimento serico nei pressi del palazzo, sperando di dare impulso all’industria locale. L’iniziativa, tuttavia, non ebbe il successo sperato e si concluse con un pesante dissesto economico.
Alla sua morte, avvenuta nel 1850, Palazzo Estense passò al nipote Cesare Veratti, che mantenne la proprietà di famiglia ancora per alcuni decenni. Fu infine nel 1882 che il Comune di Varese acquistò il complesso, trasformandolo nella sede municipale che ancora oggi rappresenta il cuore amministrativo della città.
Se oggi Palazzo e Giardini Estensi sono uno dei luoghi più amati da varesini e turisti, una parte del merito appartiene anche alla visione di Carlo Pellegrini Robbioni. Il suo nome continua a vivere nel centro cittadino grazie a via Robbioni, dedicata a un uomo che, tra ambizione, passione e spirito innovatore, contribuì a salvare e valorizzare uno dei simboli più preziosi di Varese.
A distanza di quasi due secoli e mezzo dalla sua nascita, la sua storia ricorda quanto il destino di una città possa essere segnato dalle scelte di chi ha saputo guardare lontano, lasciando un’eredità che ancora oggi è sotto gli occhi di tutti.

