LE STRADE DELLA MEMORIA – rubrica a cura di Fausto Bonoldi
Nella storia di Varese, pochi nomi brillano quanto quelli di Emma Zonda e Silvio Macchi, benefattori instancabili il cui lascito è visibile ancora oggi in istituzioni, scuole e luoghi di culto. Il 16 luglio 1902 fu inaugurata la Grotta della Madonna di Lourdes a Bobbiate, conosciuta da generazioni come la Madonnina di Bobbiate, frutto della devozione e della generosità di Emma Zonda.
Passeggiando nella località Deserto, Emma fu colpita dalla somiglianza dell’antro naturale con la grotta di Massabielle a Lourdes, dove la Vergine apparve a Bernadette. Per rendere fruibile quel luogo mistico, si rese necessario un imponente lavoro di bonifica e consolidamento del terreno. Dal giorno dell’inaugurazione, la Grotta divenne meta di pellegrinaggi e luogo amato dai varesini.
Emma Zonda (Milano, 1873 – Varese, 1912), figlia di Ambrogio Zonda di Capolago, proveniva da una famiglia arricchitasi nel commercio del vino, attiva anche grazie a legami con i Panza di Biumo. Il marito Silvio Macchi (Varese, 1858 – 1924), stimato amministratore pubblico, affiancò Emma nelle opere filantropiche. La coppia finanziò la costruzione di scuole materne nei rioni di Biumo, Giubiano e Bobbiate, e diede impulso decisivo alla crescita dell’Ospedale di Circolo, in particolare alla realizzazione del padiglione per la cura della tubercolosi.
La loro villa al Sacro Monte – progettata da Lodovico Pogliaghi, celebre autore della porta centrale del Duomo di Milano – fu il rifugio spirituale della coppia, che oggi riposa nel cimitero dello stesso borgo.
Il ritratto dei due benefattori, opera del pittore Giuseppe Amisani, è conservato nella quadreria dell’Ospedale di Circolo-Fondazione Macchi, in omaggio a una vita spesa per il bene comune.

