San Matteo, cuore romanico di Malnate

Impossibile non notarla per chi si accinge ad entrare a Malnate, uno dei numerosi comuni situati alle porte di Varese.
La Chiesa di San Matteo è difatti uno degli edifici sacri più antichi e suggestivi del luogo, considerata tradizionalmente il primo edificio religioso del borgo le cui origini si perdono nei secoli fino a circa l’anno Mille: attorno a quest’ultimo, secondo gli studiosi, potrebbe attestarsi l’anno della costruzione.

Anche se le ipotesi sono tutt’ora aperte, a partire dalla genesi e dal mutamento nel corso del tempo. Inizialmente costruita come una piccola cappella votiva, le pareti mostrano una ben strutturata tessitura muraria in pietra locale (prevalentemente composta di ciottoli di fiume e pietra di cava), tipica del cosiddetto romanico povero varesino.

Questo stile architettonico è caratterizzato da murature massicce, poche aperture per la luce e un forte legame con il suolo che conferisce all’ambiente un’illuminazione soffusa e un senso di solida spiritualità e raccoglimento. Ricorrente principalmente in chiese piccole, e spesso utilizzate dalla gente del luogo: lontane dalla magnificenza delle loro colleghe “famose” ma che riservano sempre delle chicche preziose e suggestive.

San Matteo ne rappresenta appieno l’essenza più pura di questo fenomeno. Eretta su un’altura tra la valle dell’Olona e la valle del Fugascé, da cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato ed una vista a trecento sessanta gradi sulla valle, si ipotizza che in questo punto esistesse precedentemente una fortificazione tardoromana o altomedievale con scopi difensivi.

Nel corso dei secoli, l’edificio è stato ampliato con l’aggiunta dell’aula, della sacrestia e del campanile. Nonostante i rifacimenti, conserva ancora oggi preziosi elementi dello stile romanico, in particolare gli archetti pensili visibili sotto il tetto dell’abside.
Oggi si presenta con un impianto a navata unica rettangolare, presbiterio quadrangolare e un’abside semicircolare. Sebbene l’interno sia semplice, sono presenti tracce di decorazioni pittoriche: in particolare, è conservato un dipinto murale raffigurante la Madonna del Latte con Sant’Antonio Abate.

Il tutto rispecchia la sua natura di edificio arcaico, caratterizzato da uno stile austero e raccolto. L’area dell’altare è separata dalla navata da un arco trionfale. Il presbiterio ha una forma quadrangolare, frutto di ampliamenti successivi rispetto al nucleo romanico originario. Luogo che sembra deputato non solo alla preghiera, ma anche al ritrovare la pace immersi nel verde della natura.