Del vecchio Politeama non resterà più nulla. Il teatro che dal 1892 accompagna, tra aperture, incendi, ricostruzioni e abbandono, la storia di piazza XX Settembre sarà completamente abbattuto per lasciare posto alla nuova sala di Varese.
A dirlo senza margini di interpretazione è la relazione progettuale. Le indagini hanno accertato il «grave degrado strutturale e igienico-sanitario» e soprattutto «l’impossibilità di un suo riutilizzo funzionale e strutturale», rendendo necessaria «la demolizione completa dell’edificio». Anche la parete meridionale scelta per conservarne la memoria verrà demolita e ricostruita nella stessa posizione.
È l’ultimo capitolo di una storia che avevamo raccontato ricordando l’incendio del 14 marzo 1966, quando le fiamme fecero crollare la cupola. Il Politeama Ranscett era stato inaugurato il 31 dicembre 1892 con sala da ballo, spazio per gli spettacoli e caffè. Dopo la guerra diventò deposito, magazzino e autorimessa, prima di tornare al pubblico con 1.300 posti, buca per l’orchestra e camerini.
Varese, del resto, i suoi teatri li ha già visti finire sotto le ruspe. Nel 1953 toccò al Sociale, inaugurato nel 1791 e per oltre un secolo e mezzo cuore della vita culturale cittadina. Al suo posto arrivò un condominio.
Resta poi la tenuta dei conti. Il piano economico-finanziario esaminato negli anni scorsi prevedeva una gestione non autosufficiente e un sostegno pubblico superiore ai 500mila euro l’anno. Regione Lombardia aveva chiesto approfondimenti sulle previsioni di costi e ricavi e sulla sostenibilità del modello.
A questo si aggiunge una particolarità dell’investimento: il teatro che il Comune realizzerà con risorse pubbliche non sorgerà su un immobile di sua proprietà. Il Politeama appartiene alla Fondazione Molina, che ha concesso a Palazzo Estense un diritto di superficie per 90 anni proprio per consentire la realizzazione e la gestione della nuova struttura.
Il progetto va avanti e la gara dei lavori si avvicina. Per il Politeama significa tornare finalmente alla funzione per la quale era nato. Per la vecchia Varese significa invece salutare definitivamente un altro dei suoi luoghi. E non ne resterà nemmeno il nome.
