Politeama. Fuoco, cinema e ricostruzioni: un edificio che non è mai stato uguale a se stesso

di Valentina Fumagalli

Seconda puntata del viaggio alla scoperta dello storico teatro varesino (leggi la prima)

Il Politeama è anche un edificio che ha conosciuto la distruzione. All’alba del 14 marzo 1966, un incendio devastante distrugge la cupola e l’interno della sala. È un evento che segna profondamente la memoria cittadina: per molti varesini quello è il giorno in cui “si è perso il Politeama”.

La ricostruzione, inaugurata nel novembre 1969, restituisce un edificio diverso, più funzionale che decorativo. La serata di riapertura è una vera festa cittadina: sullo schermo scorrono i volti di Alberto Sordi e Monica Vitti, e il Politeama rinasce come il grande cinema di Varese. Per oltre quarant’anni sarà la sala principale, quella delle prime visioni, dei grandi numeri, dei sabati sera pieni.

In questo periodo il Politeama non è solo cinema. Ospita spettacoli teatrali, concerti, incontri pubblici, iniziative di beneficenza. È un luogo di cultura popolare nel senso più ampio: accessibile, frequentato, riconoscibile.

Questo dato pesa sul presente. Il progetto attuale non si confronta con un edificio “minore”, ma con una storia fatta di grandi flussi e grande capienza. E il fatto che il nuovo teatro sarà più contenuto introduce una frattura: si investe su qualità tecnica e comfort, ma si rinuncia alla scala che aveva reso il Politeama un riferimento di massa.