26 luglio 1841, nasceva Rinaldo Arconati. Nell’albo d’oro dei protagonisti del Risorgimento varesini d’adozione è iscritto a pieno titolo il nome di Rinaldo Arconati, a cui è intitolata la via che, partendo da via Adamoli accanto alla chiesa della Madonnina in Prato, sale sulla collinetta di Biumo Inferiore. Nato a Milano il 26 luglio 1841 da Enrico Arconati e Maddalena Beretta, nel 1860 interruppe gli studi di giurisprudenza per partecipare all’impresa dei Mille, guadagnandosi la stima di Giuseppe Garibaldi. Completati gli studi, si stabilì a Varese dove esercitò la professione forense con spirito di missione, associandosi a un altro patriota garibaldino, l’avvocato Giuseppe Bolchini (già ricordato in questa rubrica il 19 aprile scorso).
Nelle aule di giustizia Rinaldo Arconati si distinse per la disponibilità verso il prossimo e per l’integrità morale, qualità che gli valsero la medaglia d’argento al valor civile. Impegnato anche in politica tra i democratici-repubblicani, fu candidato in diverse elezioni e venne eletto alla Camera dei deputati nel 1900 per la XXI legislatura. Attivo anche sul piano sociale, Arconati fu promotore di associazioni, in particolare tra i 32 varesini che nel 1880 costituirono la Società per la cremazione (Socrem), una delle prime in Italia.
Morì a Varese il 17 febbraio 1928. Riposa nel cimitero monumentale di Giubiano, dove un monumento dello scultore Eugenio Pellini lo ricorda con un Cristo profeta a grandezza naturale, ai cui piedi giacciono la corona di spine e i chiodi della Croce.
