Giovanni Bagaini lascia la direzione de La Prealpina

Il 2 dicembre 1888 usciva a Varese il primo numero della Cronaca Prealpina, il giornale che sarebbe presto diventato il principale punto di riferimento dell’informazione varesina. Il suo fondatore e direttore, Giovanni Bagaini, ne rimase l’anima per quarant’anni, fino a quel drammatico 27 ottobre 1928, quando fu costretto a lasciare la redazione in circostanze che segnarono profondamente la storia del giornalismo locale.

Quel giorno, il deputato fascista Carlo Gnocchi irruppe nel suo ufficio e gli intimò: «Si alzi subito da quella sedia, quello non è più il suo posto. Lei non è più direttore». Con quelle parole si chiudeva un’epoca fatta di idealismo, cultura e impegno civile, e ne iniziava un’altra, dominata dalla propaganda e dal controllo del regime.

Bagaini non era solo un giornalista, ma un uomo di visione e coraggio. Aveva fondato La Prealpina con l’obiettivo di dare voce al territorio, alla sua economia in crescita, alla vita civile e politica di una città che stava diventando sempre più protagonista nel contesto lombardo. Il suo giornale divenne presto un punto di riferimento non solo per la cronaca, ma anche per la promozione di un’identità varesina consapevole e moderna.

Fondamentale fu il suo contributo nella battaglia per ottenere l’elevazione di Varese a capoluogo di provincia, una conquista che avrebbe segnato la storia amministrativa e simbolica della città. Bagaini, il “sciur Giuan”, come affettuosamente lo chiamavano i suoi concittadini, seppe coniugare passione e pragmatismo, promuovendo l’immagine di una Varese dinamica, colta e intraprendente.

Morì il 5 maggio 1940. Oggi riposa nel cimitero di Giubiano, in una tomba semplice ma significativa: un busto in bronzo scolpito da un altro grande artista varesino, Angelo Frattini, appoggiato a una stele di porfido della Valganna. L’epigrafe lo ricorda come “un varesino che combatté per le migliori fortune della sua città e della Patria”.

La sua figura è stata riscoperta e raccontata con sensibilità nel volume Giovanni Bagaini. Giornalista a Varese, scritto da Maniglio Botti e Massimo Lodi (Lativa, 1987): un tributo doveroso a un protagonista del nostro passato che, con penna e coraggio, contribuì a costruire l’identità civile di Varese.
Testo a cura di Fausto Bonoldi