
Ci sono sogni in cui la realtà che ci circonda appare trasfigurata.
Sogno spesso Varese, i luoghi della mia città, simili e diversi allo stesso tempo di come sono nella realtà. Avvolti da quell’aura di sogno, di magico… o come fosse un’altra esistenza, un universo alternativo. Esistono veramente questi luoghi e i sogni sono portali per entrarvi?
Ho sognato questa notte che vagavo da via Vittorio Veneto, la zona del Coin, vicino all’ex cinema Politeama fino a viale Milano, di fronte alle stazioni. Assaporavo un’aria cyberpunk, così definirei l’atmosfera che il sogno aveva generato… osservavo alla fine, verso sera, i fast food, che stavano chiudendo, forse uno ne restava aperto, dovevo scegliere dove mangiare. Se mangiare.
In questo sogno ho portato l’ansia esistenziale che mi attanaglia in questi giorni, o dovrei dire settimane, nella realtà.
Cercavo qualcosa. Che desse un senso. O almeno facesse passare il tempo in maniera degna in questa parentesi tra nascita e morte che chiamiamo vita.
C’era,forse, vicino ai fast food un edificio gotico. L’elemento di richiamo mistico di contrasto con l’ambientazione postconsumistica del mio sogno.
O forse mi confondo con un altro sogno.
Sogno spesso Varese, vivida, ma diversa