di Valentina Fumagalli
Terza puntata del viaggio alla scoperta dello storico teatro varesino (leggi la prima e la seconda)
Quando il Politeama chiude definitivamente come cinema nel 2008, piazza XX Settembre perde uno dei suoi motori principali. La piazza resta, il traffico continua, ma manca il motivo per fermarsi. È un vuoto che si sente soprattutto la sera.
Negli anni successivi, mentre si discute del destino di piazza Repubblica e della Caserma Garibaldi, il teatro torna al centro del dibattito cittadino. L’Accordo di Programma del 2014 immagina un nuovo teatro da circa 1.500 posti, pensato come grande attrattore urbano. Ma quel progetto verrà definitivamente archiviato dall’amministrazione comunale.
Il ritorno al Politeama nasce anche da qui: riportare la cultura dove c’era già, in una piazza che storicamente ha sempre funzionato come luogo di passaggio e incontro. Piazza XX Settembre, prima ancora dei grandi progetti, ha ospitato mercati, manifestazioni, eventi civici. Il Politeama è sempre stato parte di questo tessuto.
Ma il ritorno non è una semplice riapertura. È una trasformazione che ridimensiona le ambizioni numeriche. Il presente del Politeama è quindi sospeso tra memoria e pragmatismo: meglio un teatro più piccolo ma realizzabile, o l’assenza di un grande teatro capace di attrarre spettacoli di alto livello?