Storia di Varese – 3. Gli albori: il territorio fino agli atti notarili del X secolo

di Bruno Belli

Proseguendo il discorso storico su Varese per sommi capi, giova ricordare che gli albori della civiltà varesina identificata come piccolo borgo ben definito sfuggono all’esame storico e risultano incerti, tanto che Leopoldo Giampaolo, direttore per un ventennio delle «Biblioteca civica» di Varese ed importante storico locale, nell’articolo «Quando sorse Varese», pubblicato nell’aprile del 1981 dalla «Rivista della Società storica varesina» da lui fondata nel 1953 scrive: «Non è città che vanti il nome di un fondatore o una data di fondazione e neppure avanzi archeologici che permettano una datazione anche approssimativa».
Infatti, i monumenti più antichi pervenuti sono databili al XI secolo, come, ad esempio, la «Torre di Velate».

Come molti altri paesi formatisi su dorsali collinosi – Varese è adagiata, come Roma, su sette colli di cui tratteremo – favoriti dalla natura per scopi sostanzialmente difensivi, anche la città ha ereditato una propria leggenda secondo la quale un gruppo di ariani perseguitati da Sant’Ambrogio, arcivescovo di Milano tra il 374 ed il 379, costretti alla fuga si sarebbero rifugiati sopra il monte che sovrasta Velate, luogo allora impervio ed inaccessibile che offriva una posizione difensiva ideale.

Non esistono comunque tracce di una via di collegamento chiara tra Milano e Varese almeno fino ai primi anni del X secolo, ai quali si riferisce il primo documento di genere notarile conservato presso l’ «Archivio di Stato di Milano», la pergamena datata 8 giugno 922 di cui abbiamo parlato e sulla quale tra poco torneremo.

Gli unici brandelli di documentazione che possono testimoniare la presenza di una comunità organizzata sul suolo che oggi corrisponde al centro della città – quello che rimase il «borgo» fino al 1816 – e nei dintorni appartengono al periodo compreso tra la tarda romanità ed il Medioevo, come avrebbero testimoniato anche porzioni di pavimenti a mosaico che furono trovate una ventina di anni or sono sotto la piazza antistante il Battistero di San Giovanni, le quali, invece che essere recuperate, furono nuovamente rinchiuse sotto gli strati della strada e del selciato.
Questo periodo, grosso modo da identificare tra il V ed il X secolo d.C., fu caratterizzato dal passaggio dell’insediamento di presidi militari latini alla formazione di dimore più stabili, avviate da contadini e da pastori autoctoni e dalla congiunzione con popolazioni nomadi di area insubrica.

Quando i Longobardi (che giunsero sulle nostre terre attorno al 570 e vi risedettero fino al 774) riorganizzarono le fortificazioni del Seprio, rafforzarono sicuramente la linea difensiva collocata a Nord del loro regno, di cui le terre attorno a Varese erano parte integrante, creando distaccamenti di soldati e fortilizi di controllo e di difesa sulle alture, per controllare con più agio l’eventuale discesa degli invasori. Le colline dove sorge Varese, con sommità che permettono visuali d’amplissimo raggio, si adattavano a questo scopo e così furono anche utilizzate dai Franchi, subentrati ai Longobardi.

Senza dubbio, è in questi anni, durante il periodo di permanenza dei Franchi che Varese comincia ad assumere il suo primitivo aspetto di borgo (VIII – IX secolo): infatti, non appena fu possibile affrontare le Alpi per scopi non solo difensivi ma di scambio commerciali all’interno del territorio, il massiccio del Campo dei Fiori divenne il punto di riferimento per una via che poteva porre in comunicazione Milano con il Lago Maggiore e con le terre a Nord. Si trattava di una via difficile, ma praticabile, attraverso la quale passavano merci e mercanti, ma, per scendere verso Roma, anche i pellegrini diretti a vedere il Pontefice e ricevere le eventuali indulgenze. Non a caso molti studiosi sostengono che sia Varese, sia le sue castellanze, formatesi come autonomi centri di vita facenti riferimento al borgo, sia Velate e l’antica chiesa di Santa Maria del Monte facevano parte di donazioni della corte regia della dinastia Sassone degli Ottoni (che regnò su queste terre tra l’889 ed il 963) assegnate all’arcivescovo di Milano. Comunque la formazione di un centro di culto quale Santa Maria del Monte, dove ci sono, infatti, tracce tardo medievali, il quale avrebbe avuto la massima fioritura nel XV secolo, si spiega proprio come tappa di preghiera nell’ambito delle peregrinazioni per la discesa dei fedeli verso la città di Roma.

Nel 2013, infatti, lo scavo nella piccola Cripta romanica a tre navate voltate del Sacro Monte ha permesso di individuare alcuni rilevanti lacerti di muri e di pavimenti che documentano chiaramente la preesistenza di un ben più antico edificio di culto mariano, ad oggi non noto, ma da far risalire senza dubbio all’Alto Medioevo. Si tratta dei resti murari dell’emiciclo absidale di un sacello intonacato, orientato verso est. La chiesa dovette avere avuto un utilizzo prolungato, con vari rifacimenti, come attesta la sequenza, all’interno dell’abside, di due pavimenti sovrapposti in malta di cocciopesto, il primo su vespaio in ciottoli e da un terzo rifacimento, in malta bianca, della superficie del secondo pavimento i reperti e le strutture emerse potrebbero inquadrare la chiesa all’ambito del V-VI secolo. Questa chiesa originaria fu abbattuta in età carolingio-ottoniana (secoli VIII e IX) per edificare una nuova cappella, il cui presbiterio absidato è giunto fino a noi, trasformato nell’odierna «Cripta romanica del Sacro Monte».:
Ma, siamo ormai giunti nel X secolo, durante il quale furono stesi alcuni documenti notarili che ci permettono di tracciare le prime certezze storiche su Varese, come vedremo nel prossimo capitolo.

Bibliografia minima (per approfondire):

AA.VV. Varese: vicende e protagonisti, Bologna, Edison, 1977
Luigi Ambrosoli, Varese, storia millenaria, Varese, Macchione Editore, 2002
Benzoni, Claudio, Origini di Varese. Primavera varesina dopo le stagioni barbariche, Varese, Benzoni Editore, 2012.
Leopoldo Giampaolo, Quando sorse Varese, in «Rivista della Società storica varesina», Varese, aprile 1981