Panta rei (tutto scorre) in Provincia di Varese

di Liborio Rinaldi

Il 2 gennaio la Provincia di Varese ha festeggiato il suo 99° compleanno, poiché venne costituita con il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927 aggregando i Comuni che appartenevano al circondario di Varese della Provincia di Como con alcuni Comuni del circondario di Gallarate, staccandoli dalla Provincia di Milano.

Siccome tutto scorre, subito il Governo decise però di rimpolparla e con Regio Decreto n. 468 del 31 marzo 1927 vennero aggregati alla nuova Provincia anche i Comuni di Busto Arsizio, Castellanza e Sacconago. Sembrerebbe – la fonte non e documentata, ma fu vox populi – che Busto Arsizio venisse aggregata a Varese come punizione per una fredda accoglienza che avrebbe riservato a Mussolini, capo del Governo, in occasione di una sua visita. Vox populi vox dei?

A parte i malumori che perdura(ro)no per anni, sta di fatto che la Provincia di Varese, nata con un parto gemellare distanziato di ben tre mesi, raggiunse i 366.451 abitanti, in base al censimento del 1921, che era l’ultimo alla data disponibile (diventati oggi 881.907 secondo i dati Istat provvisori del 1° gennaio 2025).

I comuni erano 198 dell’ex circondario di Varese, 40 provenienti da Milano e ben 161 staccati da Como per un totale di 399. Siccome tutto scorre, negli anni 1927-1928 vennero imposte con Regi Decreti numerosissime fusioni di Comuni, per cui la Provincia di Varese si ritrovò alla fine con solo 117 Comuni: siccome nuovamente tutto scorre oggi i Comuni sono 136, perché dopo il 1945 molti di essi reclamarono e ottennero l’indipendenza, provocando varie scissioni: l’ultima fu quella di Inarzo che si staccò da Casale Litta nel 1958.

Lo stemma della Provincia di Varese (Regie Patenti del 20 settembre 1928) era formato inquartando il San Vittore Varesino e il Gallo gallaratese. Siccome tutto scorre, venne poi inserito successivamente l’immancabile fascio littorio, poi una B ad indicare Busto Arsizio e un Castello come simbolo di Saronno. Alla fine i simboli delle quattro città vennero inseriti su uno scudo sannitico di colore bianco-argento separati dalla rossa croce di San Giorgio.

Oggi quando si parla di Villa Recalcati il pensiero corre subito alla sede della Prefettura e della Provincia di Varese. Ma, ormai lo sappiamo, siccome tutto scorre, non fu subito così.

Aldo Bonfiglio, vice prefetto che resse la Provincia come Commissario straordinario dalla sua costituzione al 31 marzo del 1929, si insediò in alcuni locali di via Sacco che il Comune aveva messo a disposizione su ordine di S.E. il Prefetto Gr. Uff. Motta. L’adattamento a uffici fu a carico del Comune e fu stipulato un contratto d’affitto di 5 anni di lire 50.000 annue per il biennio 1927-1928 e di lire 60.000 annue per il triennio successivo. All’arredo – mancando qualsiasi contributo statale – provvide la Provincia stessa con una spesa di lire 622.521,70. La cifra era altissima, basti pensare che solo 3 anni prima Piero Puricelli aveva realizzato l’Autolaghi con un costo di circa 3 volte tanto al chilometro!
Il Commissario per ridurre i costi e avere più spazio decise subito di “mettersi in proprio” e per 530.000 lire, arredi compresi, acquistò da un privato una villa in via Parravicini 6; parte di questi arredi, con quelli già comprati per la via Sacco, furono usati per gli uffici, mentre il rimanente fu venduto per lire 43.869.

L’adattamento dei locali fu effettuato dall’ufficio tecnico per un costo di lire 148.000 e il trasloco avvenne il 21 febbario 1927, quindi solo due mesi dopo la costituzione della nuova Provincia. Ben presto (e sì, tutto scorre) anche questa sistemazione si rivelò insufficiente e nel 1931 venne acquistata la villa Recalcati, finalmente sede attuale, e si pensa definitiva, della Provincia di Varese, dopo un avvio così tribolato.
Precedentemente la villa, trasformata in Hotel di lusso, veniva utilizzata anche per incontri ad alto livello, come quello riportato da Il corriere della Sera il 5 ottobre 1924: “in onore dell’ingegner Puricelli, costruttore di autostrade, è stato dato un banchetto al Grand Hotel Excelsior di Varese per iniziativa del Comune di Varese, della Camera di Commercio e di Cittadini. Erano presenti il Prefetto di Como, il Sindaco di Milano, il Sindaco di Varese, i Senatori Adamoli e Pavia, gli Onorevoli Benni, Cavalieri e Baranzini e oltre un centinaio di convitati. Al Puricelli è stata offerta una grande medaglia d’oro decretatagli dalla città di Varese“.

Sono passati solo 15 giorni dall’inaugurazione della Varese – Milano e nel posto più prestigioso della città, futura sede della Provincia, Varese si affretta a rendere gli onori a questo suo illustre Varesotto.

Fonti:
Liborio Rinaldi – Inizia il futuro – Macchione – 2024
Aldo Bonfiglio – Due anni di amministrazione straordinaria – Stabilimento tipografico Cronaca Prealpina – 1929 (consultabile presso Appenzelle Museum)