Edicola, mon amour

di Paolo Costa

Sono cresciuto bramando le edicole, coi loro colori e le decine e decine di giornali di carta. Strade e piazze mi interessavano nella misura in cui ospitavano gli amati chioschi, che cercavo così come un cane da tartufo insegue i preziosi tuberi. Oggi, malinconico, mi chiedo: faranno la fine delle cabine telefoniche? Le rivedrò soltanto nei musei? Quando sono scomparse quelle di via Salvo d’Acquisto, pur rimasta multicolore in quanto negozio di fiori, e quella di via Saffi, ad Avigno, mi ha preso addirittura l’angoscia. E ora, mi sono detto, dove andrò ad acquistare la mia mazzetta? Dove saranno ubicate le ultime rivendite? Non c’è dubbio: la mappa del tesoro è diventata irriconoscibile, soprattutto in centro città.

D’altro canto quanto sta accadendo non è una novità. I trend che riguardano la carta stampata parlano chiarissimo: in 25 anni le vendite dei quotidiani sono calate dell’80%. Web e social sono diventati i sicari di vittime già deboli, la cui produzione aveva e ha un costo difficile da sostenere. E’ inutile girarci attorno. E’ un panorama di fronte al quale dovrei rassegnarmi, o meglio adeguarmi (consegnandomi senza riserve a internet). Anche per edicole ed editoria, come diceva papa Francesco, non si tratta di “un’epoca di cambiamenti, ma di un cambiamento d’epoca”. Trattasi insomma di un ribaltamento di prospettiva, tanto è vero che ora l’edicola – sotto forma di Apecar – sta cercando di inseguire il lettore (soluzione intelligente, anche se di Apecar ce ne vorrebbero a decine). Protagonista non è più l’edicolante, quindi, ma il conduttore abile a districarsi nelle vie cittadine. Insomma, chi sta fermo è perduto … Lo conferma la retribuzione media di un edicolante “classico”, asserragliato tra i suoi giornali, che è stata calcolata pari a circa tre euro all’ora (comprese alba, tramonto e festivi). Chi può mai sacrificarsi a tal punto? Come conciliare una vita normale con questo lavoro?

E infatti negli ultimi anni sono sparite sette edicole su dieci e ora in Italia ne sopravvivono 20 mila. Una presenza che in modo particolare nei piccoli Comuni assume tuttavia un valore inestimabile, essendo punto di ritrovo e di socialità. Che Dio la protegga, dunque, e lo facciano senza indugio anche le amministrazioni pubbliche! Urge evitare l’estinzione, il tempo stringe: i Comuni che non hanno un’edicola continuano ad aumentare e sono ormai diventati 4974 su 7896 (dato 2025). Nel frattempo occorre sottolineare che ad andare controcorrente, come i salmoni, sono rimasti in pochi. Sono quei chioschi resistenti che stanno provando ad allargare lo spettro delle loro attività proponendosi come veri e propri negozi o bar. Sperem (almeno per questi coraggiosi).