Il progetto “Dare vita”: Palazzo Clerici rinasce tra ricordi, cultura e inclusione

di Alice Corno

Palazzo Clerici, uno degli angoli più affascinanti del borgo di Castiglione Olona, sta per tornare a vivere grazie a un progetto memorabile. Caterina Sora, appartenente alla famiglia Clerici, e Stella Fracassi, proprietaria del ristorante “Dislocanda“, situato nelle vicinanze, hanno unito le forze per trasformare questo storico edificio in un luogo di cultura e convivialità.

Tra antichi affreschi, giardini secolari e racconti che attraversano generazioni, questo angolo suggestivo sta per aprire di nuovo le sue porte, pronto a sorprendere e accogliere chi vorrà scoprirne i segreti. Un progetto ambizioso e inclusivo sta per trasformare la dimora in uno spazio vivo, dove cultura, arte e comunità si intrecciano.

Il palazzo, che domina il paesaggio sul fiume Olona, ha origini antiche risalenti alla fine del XV secolo. L’impianto generale lascia supporre che inizialmente l’edificio fosse destinato ad una stazione militare, opportuna come punto di controllo e d’osservazione sul corso d’acqua sottostante. Per anni appartenuto alla famiglia Castiglioni, per una serie di passaggi ereditari e una storia legata a un debito di gioco entrò nell’asse ereditario dell’avvocato Carlo Longhi, il quale vi operò migliorie consistenti e il cui figlio sposò Antonietta Ricci, figura centrale nella storia del palazzo. La figlia di Antonietta, a sua volta, sposò un membro della famiglia Clerici; l’erede dei due, rimasto orfano fin dalla tenera età, crebbe sotto la cura attenta della nonna, la quale si occupò sia del piccolo, sia della gestione del palazzo. Oggi, l’edificio è di proprietà di quattro eredi della famiglia, che hanno suddiviso equamente le zone del palazzo, tra di loro anche Arria Clerici, mamma di Caterina Sora.

Da sinistra: Stella Fracassi e Caterina Sora

Questa dimora storica ha rappresentato per Caterina un mondo di ricordi e momenti indimenticabili della sua infanzia. Durante l’estate era luogo di ritrovo non solo per cugini e nonni, ma anche per i bambini del paese. Le giornate scorrevano nel grande giardino ombreggiato da tigli secolari, dove si giocava liberamente.

Il castelletto ottocentesco in fondo al giardino, oggi con la base sfondata, era il cuore dei giochi e della fantasia dei ragazzini: al suo interno, una piccola stanzetta diventava scenario di avventure incredibili. Le memorie di quei giochi, dei momenti condivisi con la famiglia, e della vita all’interno del palazzo rimangono vive ancora oggi.

Negli anni Novanta, le sorelle Clerici hanno restaurato la parte interna, ravvivando sale e stanze, mentre due anni fa hanno deciso di ristrutturare anche la parte inferiore dell’edificio, precedentemente trascurata. La rinascita del palazzo prende una svolta decisiva grazie all’incontro casuale tra Caterina e Stella, quest’ultima già proprietaria di un’attività di ristorazione situata accanto all’edificio.

L’obiettivo principale è conciliare il recupero del palazzo con la missione di “Dislocanda”, un ristorante sociale che offre opportunità lavorative a ragazzi con fragilità o disabilità. Da questa collaborazione nasce l’idea di un progetto ampio, che non sarà più solo un B&B, come invece pensato inizialmente. Gli spazi interni, dopo un piccolo restauro, diventeranno un punto d’appoggio anche per questi giovani, i quali potranno sviluppare autonomia, imparare a gestire la propria organizzazione quotidiana e prendersi cura degli ambienti. Il progetto non si limita all’inclusione sociale: il palazzo tornerà a essere un luogo di eventi culturali ed artistici. Gli spazi esterni saranno utilizzati per concerti, letture e mostre, nonché per momenti speciali come matrimoni o celebrazioni di altro tipo, riportando in vita la tradizione degli anni Ottanta, quando il cortile ospitava eventi a cui il pubblico assisteva sporgendosi dalle finestre che vi si affacciavano sopra. L’intento è far riscoprire a cittadini e visitatori il valore storico e culturale di Castiglione Olona, restituendo al paese un pezzo della sua memoria.

L’edificio custodisce anche numerose curiosità e leggende. Il castelletto, già menzionato come scenario di giochi d’infanzia, era chiamato “castello del Barbarossa”, secondo una leggenda che narra come l’imperatore vi abbia dormito al suo interno. Durante la guerra, il ramo materno della famiglia di Caterina sfollò a Castiglione Olona e la stanza centrale del palazzo, allora divisa in più locali, divenne il punto di ritrovo della famiglia per riunioni e letture. Gli interni conservano affreschi sui soffitti e sulle pareti, oltre allo stemma dell’attuale rione del centro storico. Tra le storie che si tramandano vi è anche quella di sedute spiritiche che si sarebbero tenute in alcune sale della dimora.

Caterina e Stella hanno sottolineato l’importanza di allineare obiettivi e visioni: il loro intento è creare un progetto integrato, che unisca la storia del palazzo, la sua funzione sociale e la sua vocazione culturale. La famiglia Clerici desidera restituire a Castiglione un luogo di ritrovo, un pezzo di paese da vivere, in cui l’arte, la cultura e la memoria si incontrano con l’attenzione e l’inclusione anche verso i giovani, che rappresentano il nostro futuro.

L’iniziativa ha anche una forte valenza civica: coinvolgere la comunità imprenditoriale locale è considerato fondamentale. Secondo Caterina e Stella, chi opera nel territorio ha la responsabilità di contribuire alla vita del paese, sostenendo eventi e attività, anche attraverso piccoli contributi. L’unione tra imprenditoria e impegno sociale può diventare una forza motrice per il recupero dei borghi e per la valorizzazione della storia locale.

“Dislocanda”, che il prossimo mese festeggerà i tre anni di apertura, ha già dimostrato come un’attività locale possa combinare ristorazione, arte e inclusione sociale. Grazie al restauro del palazzo, si apre ora una nuova stagione per Castiglione Olona. Con la collaborazione tra la famiglia Clerici, Dislocanda e la comunità locale, il palazzo si prepara a raccontare ancora una volta la sua storia, riaprendo le porte al pubblico. È la rinascita di un luogo che, tra leggende, ricordi e nuove prospettive, continuerà a vivere nel cuore di Castiglione Olona.