Giotto e Dante: conferenza “Paradiso per due” a Varese con Stefano Zuffi

Giotto e aiuti, Dante tra gli eletti del Paradiso, 1334- 37. Particolare

di Andrea Bortoluzzi

La conferenza che si terrà nella Chiesa di S. Antonio alla Motta domenica 10 maggio alle ore 11 dal titolo “Paradiso per due-Giotto e Dante” relatore Stefano Zuffi, studioso storico dell’arte divulgatore e scrittore di cose d’arte e organizzatore di eventi espositivi, si inserisce nell’ambito della meritevolissima iniziativa della Sezione Varesina di Italia Nostra di rendere fruibile al pubblico il patrimonio storico-artistico delle Chiese Cittadine di maggiore interesse e valore, da tempo chiuse.

Nella scenografia sei settecentesca della Chiesa progettata dal Bernascone e affrescata dal Baroffio in un tripudio di elementi architettonici e raffigurazione di elementi vegetali che dialogano con figure umane, Zuffi renderà vivo con la sua proverbiale passione oratoria e la profonda umanità del tratto, un suo libro edito per i tipi di Damiani nel 2021 dal titolo “Giotto e Dante. Paradiso per due”.

Il tema è di vivissima attualità oggi che l’informazione diffusa dalla Intelligenza Artificiale prescinde da ogni considerazione per l’uomo. L’argomento che verrà trattato è invece un invito a guardare al mondo dall’angolo visuale dell’umanità come medio tra terra e cielo così come nell’opera del massimo poeta e del massimo pittore del trecento. Dante e Giotto, coevi tra loro, vengono appaiati non tanto per le occasioni d’incontro personale ma per la radicale comunanza di pensiero pur nella diversità dei mezzi espressivi.

In cosa consiste questo pensiero? Riportare, dopo le visioni mistiche medievali, al centro dell’osservazione l’uomo con le sue gioie e le sue pene, la sua abissale ignoranza e la sua incredibile intelligenza, un uomo che si eleva al cielo e da questo non è schiacciato.

Dante cita nella Commedia Giotto così in un suo folgorante verso ”Credette Cimabue ne la pintura tener lo campo e ora ha Giotto il grido”. La rigida iconografia dei soggetti sacri di Cimabue è sconvolta dalla plastica rappresentazione del vero delle figure umane resa da Giotto nei suoi capolavori, la Cappella degli Scrovegni a Padova prima fra tutte. E’ un vero che guarda al cielo stellato come meta e partenza dell’ umano pellegrinare . Giotto dipinge Dante tra gli eletti del Giudizio universale nella Cappella degli Scrovegni e con maggior verosimiglianza, nella Cappella del podestà dentro il Bargello di Firenze non a tutto tondo ma uomo tra gli uomini. Così Stefano Zuffi ci ha anticipato i temi che saranno oggetto dell’incontro:

Giusto ottocento anni fa, san Francesco invitava tutti a guardare con occhi nuovi il mondo, celebrando la bellezza e la varietà della natura. Per l’arte del suo tempo, legata ai nobili e ideali modelli bizantini, mistici e immutabili, si trattava di una assoluta novità. La carica vitale della realtà verrà raccolta e sviluppata da due amici, coetanei e conterranei: Dante e Giotto. Nelle loro “vite parallele”, lungo esistenze che si incrociano e si dividono nelle svolte del destino e delle differenti personalità, si dipana la fondamentale svolta della lingua, dell’arte e della cultura italiana. Il “cittadino” Dante e il “villano” Giotto sono i solidi pilastri su cui si fonda la convinzione del valore di ogni singolo individuo, del ruolo fisico e morale di ciascuno di noi su questa terra. Della cui meravigliosamente bellezza erano entrambi fortemente convinti e appassionati.”