La pietra misteriosa del Bernascone: svelato un enigma lungo secoli

Un dettaglio nascosto nel cuore di Varese racconta un’ingegnosità antica – il sopralluogo de La Varese Nascosta

C’è un punto preciso, quasi invisibile agli occhi di chi attraversa quotidianamente il centro di Varese, che per secoli ha custodito un piccolo enigma.
Una pietra diversa dalle altre, nel basamento del campanile di San Vittore — il celebre Bernascone — ha recentemente rivelato il suo significato, riportando alla luce una soluzione ingegneristica risalente al Seicento.
L’intuizione: una pietra “fuori posto”
Durante lavori di analisi strutturale sul campanile, l’ingegnere Riccardo Aceti, docente al Politecnico di Milano, ha notato un’anomalia: una pietra differente rispetto alle altre, collocata proprio in corrispondenza di una botola circolare.
Un dettaglio apparentemente marginale, ma sufficiente a far scattare la curiosità.

L’indagine: cosa c’è sotto la piazza

Per approfondire, è stata eseguita un’indagine georadar, che ha permesso di analizzare il sottosuolo della zona tra la basilica di San Vittore e la torre campanaria.
Il risultato ha evidenziato la presenza di un manufatto interrato, probabilmente collegato a strutture antiche, situato proprio in corrispondenza dell’area del vecchio tombino.

La svolta: un documento storico

La vera chiave di lettura è arrivata però dagli archivi.
Consultando un’opera dello storico Carlo Meazza, è emerso un elemento decisivo: un disegno attribuito all’architetto Giuseppe Bernascone, autore del campanile.
Nel documento viene descritto un sistema utilizzato per sollevare le campane fino alla sommità della torre.

Il sistema: ingegneria del Seicento

Secondo quanto ricostruito:
– le campane venivano issate tramite una fune
azionata da un argano
– la fune passava attraverso un’apertura nel basamento
– la pietra “misteriosa” serviva a chiudere e sigillare questo passaggio

In pratica, quella pietra non era decorativa, ma parte integrante di un sistema tecnico funzionale, progettato per facilitare un’operazione complessa in un’epoca priva di mezzi moderni.

Il Bernascone: simbolo della città

Il campanile di San Vittore, noto come Bernascone dal nome del suo progettista Giuseppe Bernascone (1560–1625), è uno dei simboli più riconoscibili di Varese.
Costruito a partire dal 1617 e completato nel 1773, raggiunge un’altezza di 77,91 metri, risultando l’edificio più alto della città.

Un possibile significato simbolico

Nello studio emerge anche un’ipotesi suggestiva.
Confrontando il campanile con la Torre Civica di Piazza Monte Grappa, distante circa 200 metri, si è osservato che le due strutture presentano la stessa altezza rispetto al livello urbano di riferimento.

Secondo l’ingegnere Aceti, questo potrebbe indicare una volontà precisa:
porre sullo stesso piano simbolico il potere religioso e quello civile.
Un’interpretazione affascinante, che tuttavia resta un’ipotesi di studio.

Un piccolo mistero, una grande storia
Quella che per secoli è stata solo una pietra “diversa”, oggi si rivela come testimonianza concreta dell’ingegno e della capacità progettuale del passato.
Un dettaglio nascosto, capace però di raccontare una storia più ampia: quella di una città che, anche nei suoi particolari più minuti, conserva tracce profonde della propria identità.

Fonti Corriere della Sera – Edizione Lombardia, articolo di Flavio Vanetti del 20 luglio 2022, Studio e analisi dell’ing. Riccardo Aceti (Politecnico di Milano), Carlo Meazza, documentazione storica sul campanile di San Vittore, Dati storici sul campanile del Bernascone (fonti archivistiche locali)