Il 28 luglio 1859 il podestà Carlo Carcano e il pretore Sopransi consegnarono al re Vittorio Emanuele II, nella residenza reale di Castagneto, l’invito a visitare Varese.
L’arco trionfale era stato innalzato nel luogo di Biumo Inferiore dove, il 26 maggio, erano state erette le barricate per respingere l’assalto delle truppe del tenente maresciallo Karl von Urban. Il Re vi passò sotto il 17 agosto successivo, acclamato dai nuovi sudditi varesini del Regno di Sardegna. Accanto all’arco, su una piramide, erano stati incisi i nomi dei caduti della battaglia di Biumo, fra cui il giovane Ernesto Cairoli.
Durante la visita, il “re galantuomo” ricevette l’omaggio delle autorità cittadine nella piazza della castellanza e si recò al Palazzo Pretorio, sede del Comune, e all’ospedale del Regondello, dove erano ricoverati i Cacciatori delle Alpi feriti. Lo spirito patriottico dei varesini fu frustrato dal rifiuto del Re di accogliere la richiesta di elevare Varese a capoluogo di provincia. Per ottenere l’affrancamento da Como, la città dovrà attendere il decreto di Vittorio Emanuele III del 1927.
