La storia di un popolo, il valore delle radici e il desiderio di costruire integrazione partendo dalla cultura. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Albania: il glorioso passato di un grande popolo”, andato in scena ieri sera alla Sala Montanari di Varese e promosso dall’associazione culturale Arberia ETS con il patrocinio del Comune di Varese e di Regione Lombardia.
A dare un significato ancora più simbolico alla serata è stata la presenza di Loris Castriota Skanderbegh, erede diretto di Giorgio Castriota Skanderbeg, l’eroe nazionale albanese che nel Quattrocento guidò la resistenza contro l’Impero Ottomano diventando una figura identitaria fondamentale per il popolo delle Aquile. Ancora oggi Skanderbeg rappresenta per gli albanesi un simbolo di indipendenza, appartenenza e difesa delle proprie radici culturali.
Ed è proprio attorno a questi valori che si muove Arberia ETS, giovane realtà nata a Varese poco più di un anno fa per creare occasioni di incontro tra la comunità albanese, quella arbëreshë e il territorio varesino. Una missione che guarda non soltanto alla conservazione delle tradizioni, ma anche all’integrazione delle nuove generazioni.
«Vogliamo unire la comunità senza perdere usi, tradizioni e valori, favorendo allo stesso tempo integrazione e partecipazione», ha spiegato Bujar Sejdiu, tra i fondatori dell’associazione. L’obiettivo è quello di costruire una rete sociale capace di coinvolgere diverse fasce della comunità: dai doposcuola per i bambini ai momenti di aggregazione per anziani e donne, fino agli eventi culturali aperti anche ai comuni limitrofi.
La serata si è aperta con i saluti del sindaco Davide Galimberti e del consigliere regionale Emanuele Monti ed è proseguita con l’intervento dell’avvocato Amato, divulgatore e saggista varesino, che ha ripercorso alcune tappe della storia albanese, dall’epoca romana fino alla figura di Madre Teresa di Calcutta.
L’appuntamento di ieri ha rappresentato un momento di riconoscimento identitario e di dialogo culturale, in una città che da anni vede crescere e radicarsi la presenza della comunità albanese.