Dal rilancio urbanistico allo sviluppo sociale: le Olimpiadi portano occasioni per il territorio

di Ugo D’Antonio

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, ci danno l’occasione per  riflettere su aspetti connessi a grandi eventi sportivi.

Il loro impatto  è sempre da porre in relazione alla pianificazione ed al contesto locale.

Le Olimpiadi Barcellona 1992, Londra 2012 ed Invernali a Torino 2006  sono stati tre modelli distinti.

Barcellona 1992

Le Olimpiadi a Barcellona 1992 sono stare utilizzate come occasione per una rifondazione urbana.

Apertura al mare: Prima del 1992, la zona costiera era un’area industriale degradata.

Le Olimpiadi hanno permesso di abbattere le barriere ferroviarie e creare chilometri di spiagge ed il moderno Porto Olimpico.

Turismo: La città è passata dall’essere una meta industriale a una delle prime 5 destinazioni turistiche in Europa.

Infrastrutture: Costruzione di nuove tangenziali (Rondas) che hanno decongestionato il traffico per decenni.

Londra 2012

Per Londra è stata occasione di sviluppo sociale.

Recupero ambientale: Il Queen Elizabeth Olympic Park è stato costruito bonificando terreni contaminati da scarti industriali nell’East End, una delle zone più povere e trascurate della capitale.

Social Housing: Il Villaggio Olimpico è stato convertito in migliaia di nuovi appartamenti per i meno abbienti, con critiche sui costi reali-

Trasporti: Il potenziamento delle linee ferroviarie (come la Docklands Light Railway) ha connesso stabilmente l’est con il centro.

Torino 2006

Le Olimpiadi della Neve a Torino sono state occasione per mutare l’identità della città, passando da “città della FIAT” a polo culturale e turistico.

Metropolitana: La prima linea della metro di Torino è stata inaugurata in occasione delle Olimpiadi invernali, dando nuova sistema di mobilità cittadina.

Visibilità internazionale: Il “brand” Torino ha iniziato a competere con le grandi capitali d’arte italiane (Museo Egizio, Cinema).

Riconversione degli alloggi del Villaggio Olimpico

Criticità: l’ operazione ha richiesto anni e ha vissuto periodi di degrado:

Le Valli Olimpiche (Sestriere, Bardonecchia, Pragelato) hanno vissuto un’eredità più complessa:

Benefici: Modernizzazione degli impianti di risalita e delle strutture ricettive.

Criticità: Alcuni impianti specifici (come il trampolino di Pragelato o la pista di bob da 110 milioni di Cesana Torinese ed abbandonata dopo i Giochi, sono diventati “cattedrali nel deserto” a causa degli altissimi costi di manutenzione.

Milano-Cortina 2026

E’ questa la quarta Olimpiade che si svolge in Italia: dopo Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006.

Il CIO – Comitato Olimpico Internazionale – ha avvertito l’esigenza di non erigere cattedrali nel deserto.

Gli eventi invernali presentano rischi ambientali ed economici maggiori rispetto a quelli estivi, poiché richiedono strutture molto specifiche (bob, trampolini) che sono difficili da riutilizzare per il grande pubblico dopo l’evento.

Per evitare gli errori di edizioni Olimpiche invernali del passate, Milano-Cortina 2026 ha adottato una strategia basata sul concetto di “Giochi Diffusi” e sulla “Sostenibilità Pragmatica”.

Le gare olimpiche invernali sono state distribuite sull’arco alpino, in un territorio di 22mila km2, che va dalla Lombardia al Veneto, passando per le Province di Trento e Bolzano, nelle sette sedi delle competizioni: Milano, Livigno, Bormio, Tesero, Predazzo, Cortina d’Ampezzo e Anterselva.

L’obiettivo è stato nel voler minimizzare le nuove costruzioni e garantire che gli euro speso servano al territorio anche dopo la cerimonia di chiusura.

Riutilizzo e Impianti Esistenti

La differenza principale rispetto al passato è la alta percentuale (90%) di siti di gara già esistenti o temporanei.

Strutture già attive: si useranno strutture storiche come il Forum di Assago (pattinaggio di figura) e lo Stadio del Biathlon di Anterselva (già eccellenza mondiale).

Recupero funzionale: Ad Anterselva e in Val di Fiemme, gli interventi sono stati mirati all’efficientamento energetico (pannelli fotovoltaici, nuovi sistemi di innevamento).

Riconversione del Villaggio Olimpico

il Villaggio Olimpico sorge come Scalo Urbano di Porta Romana.

E’ già stata definita le destinazione post-evento: Gli edifici saranno immediatamente trasformati in alloggi universitari (student housing) e residenze sociali, rispondendo alla nota  carenza della città di Milano.

La Pista da Bob

E’ stato il tema più dibattuto, per evitare il fallimento di Cesana Torinese, pista da 110 milioni abbandonata dopo i Giochi.

A lungo si è discusso se gareggiare all’estero (Innsbruck o St. Moritz).

Si è deciso poi di procedere con la riqualificazione della pista storica “Eugenio Monti” a Cortina, ma con un piano di gestione post-olimpico che prevede l’integrazione con un parco ludico e sportivo per renderlo economicamente sostenibile.

La  Corte dei Conti  monitorerà l’impianto  per il rischio “cattedrale nel deserto”.

Infrastrutture in Eredità Territoriale

Molti investimenti non riguardano servizi che restano ai cittadini del territorio:

Rete Elettrica: Terna ha realizzato 130 km di elettrodotti interrati che potenziano la rete del Nord Italia e la rendono più resiliente agli eventi meteo estremi.

Mobilità: Interventi stradali e ferroviari (come i nodi della Valtellina) sono stati progettati per essere completati o potenziati dopo i Giochi, proprio per servire il turismo e i residenti nel lungo periodo, dopo il periodo delle Olimpiadi invernali.

Impatto economico.

La Banca Ifis nel Report «L’Italia unisce il Mondo. Milano Cortina 2026: costruire ponti attraverso lo sport», ha stimato che i Giochi apporteranno un impatto di 5,3 miliardi di euro tra spesa turistica immediata (1,1 miliardi), spesa turistica differita nei 18 mesi successivi (1,2 miliardi) ed investimenti (3 miliardi), grazie ai lavori agli impianti sportivi ed alle infrastrutture.

Nei 10 anni successivi allo svolgimento delle Olimpiadi a Torino 2026, la città  ha registrato un incremento medio di oltre 117mila turisti all’anno, anche grazie alla realizzazione di eventi e manifestazioni.

La valutazione del “Modello Diffuso” CIO, tra qualche anno dirà se potrà ritenersi vincente, dopo il raffronto finale tra costi e benefici economici e sociali.