Esteban Canal, il gentiluomo degli scacchi che scelse Varese come ultimo orizzonte

C’è una strada, nel Varesotto, che conduce a Laveno. Una strada quieta, fiancheggiata da alberi e silenzi, dove il tempo sembra rallentare. È lì che riposa Esteban Canal, uno dei più grandi scacchisti del Novecento, uomo di mondo e di pensiero, nato il 19 aprile 1896 a Chiclayo, in Perù, e morto il 14 febbraio 1981 a Cocquio Trevisago, terra che scelse come approdo finale della sua lunga e inquieta esistenza.

La sua vita sembra uscita da un romanzo di altri tempi. Figlio dell’America Latina, Canal arrivò giovanissimo in Europa come marinaio, attraversando oceani prima ancora di immaginare che il suo vero destino sarebbe stato una scacchiera. Fu proprio nel Vecchio Continente che il gioco degli scacchi divenne per lui non soltanto una passione, ma una lingua universale, una forma di pensiero, una disciplina spirituale.

Negli anni Venti e Trenta, Esteban Canal frequentò i grandi tornei europei e conobbe da vicino i giganti del suo tempo. José Raúl Capablanca, campione del mondo, fu uno dei riferimenti ideali del suo stile limpido ed elegante. Alexander Alechin, genio inquieto e dominatore della scena scacchistica, lo stimava profondamente e arrivò a definirlo «una luce e una guida per i giovani». Parole che non si concedono alla leggerezza.

La fama di Canal, tuttavia, è indissolubilmente legata a una sola, leggendaria partita: la celebre “Immortale peruviana”, giocata a Budapest nel 1934. Una miniatura che ancora oggi viene studiata e ammirata come un capolavoro assoluto: sacrifici arditi, precisione chirurgica, e infine un Matto di Boden di rara bellezza, considerato da molti il più elegante mai realizzato. In quelle poche mosse c’è tutta l’anima di Canal: coraggio, immaginazione, senso estetico.


Eppure, come spesso accade ai veri maestri, la grandezza non si tradusse mai in arroganza. Canal era un uomo gentile, colto, poliglotta, dall’aspetto elegante e dalla conversazione raffinata. Chi lo conobbe nel Varesotto lo ricorda con affetto: sempre disponibile, mai sopra le righe, capace di trasmettere passione senza imporla.

Fu proprio la provincia di Varese a diventare il suo rifugio negli ultimi decenni di vita. Stabilitosi a Cocquio Trevisago, Canal visse in modo appartato, quasi monacale, spesso ospite in una semplice stanza. Non è certo che avesse sempre una scacchiera davanti a sé: chi lo frequentava racconta che il vero gioco si svolgeva nella sua mente, dove Re, Donne, Torri e Cavalli si muovevano incessantemente, come in una partitura silenziosa.

Negli anni, Canal frequentò e animò i circoli scacchistici di Gavirate e Gallarate, dove tenne lezioni e partite memorabili, diventando un punto di riferimento per generazioni di appassionati. Il suo nome è rimasto così profondamente legato al territorio che ancora oggi a Cocquio Trevisago esiste una società scacchistica a lui intitolata, segno tangibile di un’eredità che non si è mai spenta.

Morì il 14 febbraio 1981, quasi con una delicatezza simbolica, nel giorno degli innamorati: come se anche la fine volesse restare coerente con una vita spesa nell’amore per la bellezza del gioco. Fu sepolto a Cocquio, lungo quella strada che guarda verso il lago e che oggi invita alla sosta e alla memoria.

Visitare la sua tomba non è soltanto un gesto di omaggio sportivo: è un incontro con un’idea di cultura che unisce mondi lontani — il Perù e l’Italia, l’oceano e i laghi, la competizione e la poesia. Esteban Canal non fu soltanto un grande scacchista. Fu un testimone del Novecento, un uomo che seppe trasformare il pensiero in arte e che trovò, proprio a Varese, il luogo giusto per chiudere la sua partita più lunga.

E forse, se ci si ferma in silenzio, lungo quella strada verso Laveno, si può ancora immaginare il suo sorriso lieve, un po’ triste, mentre concede a qualcuno il permesso di raccontare una piccola bugia: di averlo affrontato, almeno una volta, su una scacchiera varesina.

Redazione


Fonti:
Mauro della Porta Raffo
Wikipedia
VareseNews, In memoria di Esteban Canal nel quarantesimo della scomparsa
MalpensaNews, Il maestro Esteban Canal e le partite a scacchi a Gallarate
VareseMese