Giorgio Caporaso candidato al Compasso d’Oro 2026 con IncasTree

di Jenny Santi

Giorgio Caporaso, architetto e designer, dopo essere stato selezionato e pubblicato sull’ADI Design Index 2025 – la prestigiosa rassegna annuale curata dall’Osservatorio Permanente del Design dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) –, è ora ufficialmente tra i candidati all’assegnazione del Premio Compasso d’Oro 2026, i cui vincitori saranno svelati alla cerimonia di premiazione il 22 maggio 2026.
Il Premio Compasso d’Oro è il più antico e autorevole riconoscimento mondiale dedicato al design industriale. Istituito nel 1954 da un’idea di Gio Ponti e assegnato dall’ADI, il premio nasce con l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza, l’innovazione e la qualità del design italiano.

La selezione di questa edizione comprende 241 tra prodotti e servizi, scelti accuratamente tra i migliori progetti del biennio precedente per celebrare il meglio del panorama nazionale. Tutte le opere finaliste che concorrono all’assegnazione del premio sono attualmente esposte in una mostra collettiva presso l’ADI Design Museum di Piazza Compasso d’Oro a Milano, dove è presente anche il progetto “IncasTree” dell’architetto Caporaso. L’esposizione rappresenta un’occasione unica per scoprire prodotti, visioni e sperimentazioni che raccontano come il design contemporaneo interpreti il presente e immagini il futuro, esprimendo l’evoluzione della società e dei suoi linguaggi.

Quando i temi della sostenibilità erano ancora marginali nel dibattito pubblico, Caporaso ne aveva già intuito il valore strategico. Sin dagli anni ’90, infatti, la sua ricerca progettuale si è concentrata sull’uso di materiali riciclati e riciclabili, sulla durabilità dei prodotti, sulla riduzione degli sprechi e sull’integrazione pionieristica tra estetica, ambiente e responsabilità sociale. Questo percorso olistico basato su circolarità, modularità e disassemblabilità degli arredi ha trovato una sintesi teorica e metodologica nel “Manifesto Caporaso per il design sostenibile e circolare”, oggi considerato un riferimento nel settore del Design Circolare e usato come strumento guida per numerosi processi di intervento progettuale. Tra le sue creazioni più celebri e apprezzate che incarnano questa filosofia spiccano, oltre a IncasTree, la sedia Morellina, i sistemi modulari More Desk Plus e la collezione Foresta.

Il valore di questa costante ricerca è ampiamente testimoniato dai numerosi premi e riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni e dalla presenza delle sue opere in contesti espositivi di assoluto prestigio, come la Triennale di Milano, la Biennale di Venezia e il Museo Nazionale di Belle Arti di Rio de Janeiro. Oltre a essere impiegati per set televisivi e ambientazioni eco-friendly, i suoi lavori sono stati esposti in spazi museali e grandi eventi internazionali a Londra, Lubiana, Colonia, Mosca, Parigi, New York, Miami e Dubai. Un percorso di respiro globale che, tuttavia, non ha mai reciso il legame con Varese, dove nel 2013 e 2014 gli sono state dedicate due importanti mostre personali a Villa Recalcati.

Giorgio Caporaso ha inoltre moderato il convegno “Infrastrutture smart per un futuro sostenibile”, tenutosi lo scorso 29 gennaio a Varese nell’ambito del ciclo Lombardia=Design promosso da ADI Lombardia, di cui il designer varesino è stato l’ideatore e colui che ha voluto fermamente che l’evento fosse ospitato proprio nella sua città.

Accanto all’attività progettuale della libera professione, Caporaso svolge un ruolo centrale nella formazione e nella diffusione della cultura del design, contribuendo in modo concreto alla crescita delle nuove generazioni di progettisti. È infatti docente a contratto presso Raffles Milano e coordinatore del corso biennale in Design Manager dell’ITS Red Academy di Varese. Ricopre inoltre incarichi scientifici e istituzionali di primo piano per diversi enti e associazioni, tra cui il ruolo di coordinatore della commissione design, economia circolare e internazionalizzazione dell’Ordine degli Architetti di Varese, per il quale cura la rassegna “Dialoghi di Design”.