Il 20 maggio 1928 venne ufficialmente adottato, tramite Regio Decreto, il primo stemma della Provincia di Varese. Un simbolo destinato a rappresentare l’identità del territorio varesino e che, nella sua versione originaria, conteneva esclusivamente riferimenti alle città di Varese e Gallarate.
Lo stemma allora in uso presentava infatti due elementi principali: la figura di San Vittore, patrono della città di Varese, e il gallo simbolo di Gallarate. La blasonatura ufficiale recitava:
«Troncato: nel PRIMO di rosso al palo d’argento, addestrato alla figura del martire San Vittore, patrono della città di Varese, nascente dalla partizione e sinistrato da un gallo, ardito, d’argento, membrato, imbeccato, crestato e barbugliato d’oro; nel SECONDO d’argento pieno». Anche il gonfalone provinciale accompagnava questo stemma storico: un drappo bianco con lo stemma della Provincia di Varese e l’effigie di un’aquila circondata da una corona di ramoscelli d’alloro.
Nel corso degli anni, il simbolo provinciale venne poi modificato fino ad arrivare alla versione attuale, adottata nel 2006 su iniziativa dell’allora presidente della Provincia Marco Reguzzoni e ufficializzata con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2007. Lo stemma oggi in uso raccoglie invece i simboli di quattro importanti città del territorio provinciale: San Vittore per Varese, il gallo per Gallarate, la lettera “B” con la fiamma per Busto Arsizio e il castello per Saronno.
La prima versione del nuovo stemma venne tuttavia respinta dall’Ufficio araldica e onorificenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, poiché ritenuta non conforme alle regole araldiche italiane. Successivamente il progetto fu rivisto: vennero modificati colori, proporzioni e struttura dello scudo, fino alla definizione definitiva oggi conosciuta.
Anche il gonfalone provinciale moderno presenta particolari simbolici significativi: oltre allo stemma e alla scritta “Provincia di Varese”, sul retro sono ricamati gli emblemi di alcuni territori dell’alto varesotto, rappresentativi delle comunità montane che storicamente caratterizzano la parte settentrionale della provincia.
Una curiosità storica e araldica che racconta come anche uno stemma possa diventare espressione dell’identità, delle tradizioni e dell’evoluzione amministrativa di un intero territorio.

