Il 2 giugno 1946 rappresenta una delle date più importanti della storia italiana contemporanea. Dopo gli anni della dittatura fascista e il dramma della Seconda Guerra Mondiale, gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere tra monarchia e Repubblica ed eleggere l’Assemblea Costituente che avrebbe scritto la nuova Costituzione. Anche nel Varesotto quel voto venne vissuto con grande partecipazione emotiva e civile.
Le cronache dell’epoca raccontano un clima intenso, carico di speranze ma anche di tensioni politiche, in un Paese ancora segnato profondamente dalla guerra appena conclusa. Sulle pagine de “La Prealpina”, il giornalista Carlo Pomini descrisse quel momento come un autentico ritorno del popolo alla vita democratica. Gli elettori, presentando la scheda al seggio, percepivano di essere finalmente protagonisti delle scelte del Paese, indipendentemente dalla propria condizione sociale o culturale. L’attesa per il referendum era altissima già dai primi mesi del 1946. A rendere ancora più acceso il confronto politico contribuì anche l’abdicazione di Vittorio Emanuele III in favore del figlio Umberto II, avvenuta poche settimane prima del voto. Un gesto interpretato da molti come un ultimo tentativo di rafforzare la monarchia in vista della consultazione popolare.
Nel frattempo, il dibattito divideva giornali, partiti e famiglie. La provincia di Varese, come il resto del Paese, seguiva con attenzione ogni sviluppo politico, comprese le notizie relative alla partenza della famiglia reale dall’Italia nei giorni immediatamente successivi al referendum. I risultati nel territorio varesino furono chiari. Su 279.533 elettori chiamati alle urne, con un’affluenza vicina al 90%, la Repubblica ottenne 184.727 voti contro i 92.504 assegnati alla monarchia. La maggioranza dei comuni della provincia si espresse quindi a favore della Repubblica, anche se in alcune realtà prevalse ancora il sostegno alla monarchia.
Tra queste vi furono Agra, Brissago Valtravaglia, Cremenaga, Cunardo, Pino sul Lago Maggiore, Travedona Monate e Valganna. Quel voto segnò per il Varesotto, così come per tutta l’Italia, l’inizio di una nuova fase storica. Dalle urne del 2 giugno nacque infatti la Repubblica Italiana, mentre i lavori dell’Assemblea Costituente avrebbero portato, due anni più tardi, alla nascita della Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Una scelta che cambiò definitivamente il volto del Paese e che ancora oggi rappresenta uno dei momenti fondanti della nostra democrazia.