di Ugo D’Antonio
con il supporto storico di Paolo Salmini
Ennio Lorigiola: 1994-2024
30 anni con il tabellone segnapunti
Vecchio Tabellone segnapunti

Nuovo Tabellone segnapunti dal Marzo 2024

Il vecchio tabellone segnapunti conteneva 12 canaline, una per ogni giocatore delle due squadre, con altezza di 12 cm cadauna. Ogni canalina poteva contenere 11 lettere dell’alfabeto.
Ennio Lorigiola, dovendo inserire anche i nomi stranieri, dovette stampare la J la K la W la X e la Y.
Stampò 1000 cartoncini con le lettere dell’alfabeto da posizionare, della larghezza uguale per tutte, ad esempio sia la I che la M.

Walter Molinari il 7 maggio 1988 posiziona le lettere sul tabellone per gara 3 della Semifinale Varese Scavolini
Walter Molinari era pronipote di Augusto Ossola (!920 – 2017), dirigente e memoria storica della Pallacanestro Varese, su cui scrisse diversi libri.
Nel 1994 venne affidato ad Ennio Lorigiola l’incarico di inserire i nomi del giocatori nel tabellone segnapunti sopra la curva nord.
Incarico svolto fino al 10 marzo 2024.

Sentiamo dalle parole di Ennio Lorigiola il suo rapporto con il Tabellone:
Preparazione
Mario Oioli il Sabato pomeriggio mi comunicava la “probabile ” formazione della squadra avversaria che avrebbe incontrato la Domenica la Pallacanestro Varese.
La Domenica mattina, alle 10:00, quando la Squadra fuori casa svolgeva il proprio allenamento di tiro entro il Palazzetto, mi presentavo per avere la lista dei nomi dei loro giocatori.
Chiedevo quindi SE potevo posizionare i nomi sul Tabellone, mentre loro si allenavano.
Quasi tutte le Squadre mi facevano restare.
Solo 3 Squadre, spesso, NON mi facevano restare:
Cantù, Milano e Virtus Bologna.
Inserimento dei nomi dei giocatori
Il giorno della partita, circa due ore prima dell’ora di inizio, la squadra avversaria mi comunicava la formazione.
Con l’asta di manovra (l’asta lunga) da agganciare all’occhiello di manovra, con il movimento rotatorio, provvedevo a far scendere il tabellone di circa 3 metri, fino a far arrivare, alla mia altezza, la canalina più in alto.
A volte è capitato che mi venisse comunicato il cambio di un nome, appena prima di iniziare la partita.
Con il pubblico, già entrato in Curva Nord, dovevo abbassare il Tabellone e togliere il nome precedente ed inserire il nuovo.
Nel caso il cambio del nome era collegato anche all’ordine crescente dei numeri di maglia, dovevo cambiare più canaline.
Ricordo che Alberto Serravalli, allora Vice Allenatore della Virtus Bologna, fece l’errore di comunicarmi un nome, che avevo quindi inserito sul tabellone.
Mi chiese scusa per il suo errore che aveva comportato il cambio all’ultimo minuto.
Nome “lunghissimo” di un giocatore greco
Nella 2023 dovevo inserire il nome “lunghissimo” di un giocatore greco che giocava con Sassari:
CHARALAMPOPOULOS
Il nome superava le 11 lettere.
Non c’era lo spazio per inserirlo.
Mario Oioli mi ricordò che per Regolamento si doveva indicare tutto il nome.
Allora fui costretto ad aggiungere, al tabellone segnapunti, un prolungamento che attaccai con il nastro adesivo.

ENNIO LORIGIOLA e lo sport a Varese
Ha operato, con una sua azienda, nel campo della cartellonistica pubblicitaria, vetrofanie, striscioni. insegne per vetrine, targhe, decorazioni automezzi, insegne luminose ed altro.
PALAGHIACCIO
Ho portato innovazione anche all’hockey su ghiaccio, poiché risolsi il problema alla cartellonistica pubblicitaria a bordo della pista sul ghiaccio.
Il puck (il disco di gomma vulcanizzata) quando colpiva violentemente i cartelloni pubblicitari, li spaccava.
I cartelloni erano in masonite e la segatura rilasciata sul ghiaccio faceva cadere i giocatori.
Pensai alla mascherina trasparente dei piloti di moto che era di policarbonato.
Portai un foglio di policarbonato al Palaghiaccio: c’erano Jim Corsi, Umberto Gandini, allora giocatore dei Mastini Varese, poi Dirigente nel calcio di Milan e Roma e poi Presidente Lega Basket, con Gualco.
Cominciarono a tirare il disco, a tutta forza, contro il foglio e videro che non si rompeva.
Diedi anche loro una mazzetta, dicendo “picchiate contro”.
A quel punto Gualco mi disse: “Non si rompe, la cartellonistica del Palaghiaccio è tua”
PALAZZETTO DELLO SPORT
Un incarico affidatomi fu la scritta al centro campo.
Utilizzai lavernice per aerografo, con una pistola che spruzza la vernice molto sottile.
Varese, con me, era il primo caso in Italia a pitturare il centro campo in questo modo.
Nel 1981 dovevo coprire il centro campo che era TURISANDA poiché CAGIVA doveva subentrare come sponsor.
Prima di posizionare il nuovo nome, coprii il centro campo di blu.
Inizia la partita.
Salvaneschi passa sul centro campo, scivola e perde palla.
Subiamo canestro.
Salvaneschi riparte e cade una seconda volta.
Con gli occhi mi cerca per fulminarmi.
Ancora oggi, dopo anni, quando Salvaneschi viene a Varese, mi ricorda quelle sue cadute.
Nel 1982 Gualco mi disse che voleva disegnare il campo “alla americana” con immagini dello Sponsor.
Il nuovo sarebbe diventato STAR. Ne misi 8 sul campo.

Ai tempi, altre Società mi chiesero come realizzare i marchi sul campo e cosa usare.
All’epoca gli adesivi non esistevano.
Arrivarono dopo il 1985, ma non erano calpestabili.
Altri ricordi
Un anno aveva nevicato a Varese ed il BUS non poteva salire al Palace per poi portare al Palazzetto i giocatori della squadra ospite.
Andai con la mia auto 4 ruote motrici su all’albergo per portarli su via Sanvito, con più viaggi.
Una volta mentre provvedevo a posizionare scritte sul campo, durante una forte pioggia, l’acqua invase il Palazzetto. Alle 4 di mattina, con Luigi Talamona, che era il custode del Palazzetto, attaccammo le pompe.
Ci sono dei giocatori che mi hanno voluto bene come Gianmarco Pozzecco, Yakhouba Diawara, Daniel Beltramo il Vice Allenatore di Ruben Pablo Magnano, Kristjan Kangur, Toney Douglas, ingaggiato a Varese nel marzo 2020, poco prima dello stop per la pandemia.
Con alcuni sono ancora in contatto con la posta elettronica.

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ENNIO LORIGIOLA a Varese
nato a San Pietro al Natisone (UD) nel 1946, all’età di 7 anni, con la famiglia, è arrivato a Varese.
E’stato “bassista” dei De De Lind, importante gruppo musicale italiano di rock progressivo, che si formò nel 1969.

(Ennio è il “capellone” in fondo con la maglia bianca)

(Ennio al basso)
Dopo alcuni singoli pubblicati tra il 1969 ed il 1971, la band raggiunse la maturità artistica nel 1973 con l’album dal lunghissimo titolo:
“Io non so da dove vengo e non so dove mai andrò.
Uomo e il nome che mi han dato”
L’album è considerato uno dei vertici del rock progressivo italiano. Si distingue per l’uso raffinato del flauto, di testi filosofici ed una struttura musicale che mescola rock, influenze classiche e folk.
Ancora oggi l’album è considerato un pezzo pregiato della storia musicale italiana degli anni ’70.
Conclusa l’ attività musicale, nel 1974, avviò la attività nel settore della grafica e cartellonistica che lo ha portato ad operare entro lo sport varesino.