di Cesarina Briante
L’8 marzo è una ricorrenza sentita, che richiama i concetti di rispetto e riconoscimento del ruolo delle donne nella società. Quando si parla di storia femminile, si tende spesso a immaginare un passato uniforme, fatto solo di privazioni. In realtà, il panorama è più complesso. Anche nel Medioevo, spesso dipinto, in molti casi a torto, come un tempo buio, esistevano periodi in cui i ruoli maschili e femminili erano distinti ma non necessariamente gerarchici. In molte comunità, alle donne venivano riconosciuti diritti specifici: la gestione della casa, l’amministrazione dei beni in assenza del marito, attività economiche autonome e responsabilità sociali ben definite. Alla donna spettava l’educazione dei figli e la cura della casa.
Un esempio significativo proviene dagli Umiliati, un ordine religioso, nato nel XII secolo e attivo sopratutto tra il XIII e il XVI secolo. Si trattava di gruppi laici che comprendevano anche donne e che svolgevano attività sociali e gestionali legate al borgo. Una delle loro principali fonti di sostentamento era la lavorazione della lana, un settore in cui le donne avevano un ruolo centrale.
Accanto ai gruppi religiosi laici, esistevano poi gli ordini ufficiali. In molti casi l’ingresso in convento era deciso dalla famiglia, ma non sempre si trattava di un voto imposto. Molte donne sceglievano volontariamente la vita monastica per vocazione o per sottrarsi a matrimoni indesiderati. Il convento offriva istruzione, possibilità di dedicarsi a opere manuali e culinarie e spazi di creatività e produzione. Tra quelle mura sono nati liquori, dolci e ricette che ancora oggi fanno parte della nostra tradizione gastronomica. Il Sacro Monte ne è un esempio evidente: un luogo dove spiritualità, lavoro femminile e competenze artigianali si fondevano in modo fecondo.
Nel Seicento compaiono anche forme di tutela economica per le giovani donne che si sposavano o che entravano in convento: i sostegni per le nubende. Erano aiuti concreti, pensati per garantire un minimo di sicurezza economica in un’epoca in cui il destino femminile era spesso fragile. Un altro tassello che mostra come la storia delle donne non sia fatta solo di mancanze, ma anche di riconoscimenti e protezioni.
Oltre alle grandi date della storia, esistono tradizioni locali che raccontano un rapporto tra uomini e donne legato alla semplicità della vita contadina. In alcune zone del Varesotto, per esempio, si teneva, l’ultimo giovedì di gennaio, la puscena di Donn: una cena dedicata alle donne. Durante le lunghe assenze maschili per lavoro, erano le donne a sostenere la casa, la famiglia, la terra e spesso anche la comunità. Per riconoscere pubblicamente questo impegno gli uomini regalavano una torta a forma di cuore: un simbolo semplice e concreto che si è mantenuto nella tradizione. Ancora oggi molte pasticcerie di Varese espongono i dolci a cuore nelle loro vetrine in questo periodo dell’anno.
L’8 marzo non nasce da un episodio isolato né da tragedie mai documentate. La sua storia è un percorso lungo, fatto di mobilitazioni, richieste di diritti e conquiste ottenute in tempi e Paesi diversi. La scelta della data si lega a un episodio storico preciso: l’8 marzo 1917 (secondo il calendario occidentale), quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza chiedendo migliori condizioni di vita e pace. Quella manifestazione segnò l’inizio di profondi cambiamenti sociali e fu riconosciuta come un momento simbolico di forza collettiva femminile. Da lì, molti Paesi adottarono l’8 marzo come giornata internazionale.
In Italia, la ricorrenza fu istituita nel 1946. Per rappresentarla si scelse la mimosa, un fiore semplice e resistente che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo. Economica, facilmente reperibile e accessibile a tutti: un simbolo capace di parlare a ogni donna. La mimosa divenne così il segno di una giornata che non voleva essere un omaggio formale, ma un gesto concreto di riconoscimento.
Fonti di comparazione:
Enciclopedia Britannica, voce “International Women’s Day”
Enciclopedia Treccani, voci “Giornata internazionale della donna”, “Rivoluzione russa”
Sito ONU Women, sezione “History of International Women’s Day”
Wikipedia (voci: “International Women’s Day”, “Umiliati”, “Tradizioni popolari lombarde”)
Sac. G. Selva, IL SANTUARIO DALLA MADONNA DELLA GHIANDA DI MEZZANA SUPERIORE; 1936