La strada che cambiò il volto della città

Ci sono vie che sono semplici strade e altre che, con il passare del tempo, diventano parte dell’identità di una città. Via Vittorio Veneto appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Oggi è uno dei principali assi del centro storico di Varese, ricco di attività commerciali, locali e palazzi di pregio, ma fino all’estate del 1923 aveva un altro nome: via Garoni.

Il cambiamento avvenne esattamente il 22 luglio 1923, quando il Regio Decreto n. 1765 ufficializzò la nuova denominazione di Vittorio Veneto, recepita anche dalla toponomastica varesina. Da quel giorno via Garoni divenne l’attuale via Vittorio Veneto.
Una modifica solo apparentemente formale, che in realtà racconta molto del clima storico e politico dell’Italia del primo dopoguerra.

La scelta di intitolare la strada a Vittorio Veneto non fu casuale. Il nome evocava immediatamente la grande vittoria italiana nella battaglia combattuta tra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918, l’evento che segnò il crollo dell’esercito austro-ungarico e la conclusione della Prima guerra mondiale sul fronte italiano.
Ma la storia della città veneta è ancora più antica.

Il 27 settembre 1866, pochi giorni prima dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia, i comuni di Ceneda e Serravalle vennero unificati in un unico centro urbano. Il 22 novembre dello stesso anno al nuovo comune fu attribuito il nome di Vittorio, in omaggio al re Vittorio Emanuele II, protagonista dell’unificazione nazionale.

Solo molti anni più tardi, dopo la celebre battaglia del 1918, il nome completo Vittorio Veneto entrò nell’uso comune, fino a essere reso ufficiale proprio con il Regio Decreto del 22 luglio 1923. Fu in quella stessa occasione che anche Varese aggiornò la propria toponomastica, sostituendo il nome di via Garoni con quello che conosciamo ancora oggi.

Esiste però un aspetto poco conosciuto che rende questa strada ancora più particolare. Via Vittorio Veneto è oggi l’unica via di Varese che conserva un riferimento diretto alla monarchia italiana.
Dopo la caduta della Monarchia e la nascita della Repubblica, molte intitolazioni dedicate ai sovrani di Casa Savoia furono eliminate o sostituite. Via Vittorio Veneto, invece, rimase immutata.

Il motivo è semplice: il nome della strada richiama ufficialmente la città di Vittorio Veneto e la storica battaglia del 1918, ma continua indirettamente a ricordare anche Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia, dal quale la città veneta aveva preso il proprio nome nel 1866.
Per questo motivo rappresenta oggi un caso quasi unico nella toponomastica cittadina. Nel corso del Novecento via Vittorio Veneto è diventata uno degli indirizzi più prestigiosi di Varese.

Qui si sono concentrate attività commerciali, alberghi, negozi storici, uffici e luoghi di ritrovo che hanno accompagnato la crescita della città. Su questa strada si affacciava anche il celebre Gran Cinema Vittoria, inaugurato nel 1917, uno dei simboli della vita culturale varesina del secolo scorso.

La via rappresenta ancora oggi il naturale collegamento tra il centro storico e la zona della stazione, attraversata ogni giorno da migliaia di persone.
Non è difficile immaginare che, in futuro, possa trasformarsi in un grande boulevard urbano. Se un giorno il traffico automobilistico dovesse lasciare spazio ai pedoni, molti la vedrebbero come un autentico corso cittadino, capace di valorizzarne ulteriormente l’eleganza e il ruolo centrale nella vita di Varese.

Dietro una semplice targa stradale si nasconde quindi un racconto che attraversa oltre centocinquant’anni di storia italiana: il Risorgimento, l’Unità d’Italia, la Grande Guerra, la nascita della Repubblica e l’evoluzione della stessa città di Varese.

Passeggiando lungo via Vittorio Veneto è difficile immaginare che, fino al 22 luglio 1923, quella stessa strada si chiamasse via Garoni. Eppure quel cambiamento di nome è rimasto impresso nella storia cittadina, ricordandoci come anche la toponomastica possa diventare una preziosa custode della memoria.