Leonardo Spaventa Filippi e la città di Varese

Il 25 gennaio 1912 nasceva a Milano Leonardo Spaventa Filippi, figura significativa della pittura italiana del Novecento, legata in modo profondo anche alla città di Varese, dove si spense il 14 gennaio 1999.

Figlio di Silvio Spaventa Filippi, fondatore e storico direttore del Corriere dei Piccoli, Leonardo crebbe in un ambiente culturalmente vivacissimo, frequentato da alcune delle personalità più influenti dell’arte e dell’intellettualità italiana del primo Novecento: da Carlo Carrà a Margherita Sarfatti, da Filippo Tommaso Marinetti a Leonardo Borgese.

Un contesto che ne orientò precocemente la formazione artistica.

Il suo primo maestro fu Donato Frisia, mentre la formazione accademica si compì all’Accademia di Brera, sotto la guida di Aldo Carpi. Gli eventi bellici lo condussero successivamente a trasferirsi prima a Morazzone e quindi a Varese, territorio che divenne uno dei riferimenti centrali della sua vita e della sua produzione. Fu zio del fisico e scrittore Paolo Dell’Oro.

Esposizioni e riconoscimenti

Ancora giovanissimo, Spaventa Filippi fu ammesso alla Biennale di Venezia del 1936, partecipando poi anche alle edizioni del 1940 e del 1950. Nel 1937 prese parte alla Mostra dei Sette di Brera alla Galleria Pesaro di Milano, presentato da Aldo Carpi. In quell’occasione ottenne recensioni di grande rilievo: Leonardo Borgese sul Corriere della Sera e Carlo Carrà su L’Ambrosiano ne riconobbero apertamente il valore e le prospettive future.

Nel 1938 una sua Natura morta venne acquistata dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano, che nel 1940 acquisì anche Paesaggio di Nasca (1937), esposto alla III Mostra Provinciale Fascista alla Permanente. Partecipò inoltre alla prima edizione del Premio Bergamo (1939), ottenendo un premio d’acquisto, e alla II e VII Quadriennale di Roma (1935 e 1955-56).

Nel 1951 fu tra i partecipanti al Premio nazionale di pittura “Paesaggio varesino”, con l’opera Laveno.

Opere e stile

Oltre alle opere conservate presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano, tre suoi disegni sono custoditi al Museo d’Arte di Gallarate. Pittore di impostazione naturalista, Spaventa Filippi predilesse il ritratto e la natura morta, sviluppando una pittura di grande equilibrio formale.

La sua arte si caratterizza per una pacatezza tipicamente lombarda, erede della lezione ottocentesca di Filippo Carcano, Emilio Gola, Donato Frisia e Aldo Carpi, unita a una stesura del colore che richiama lo stile macchiaiolo toscano e lombardo, con riferimenti ad Arturo Tosi e Raffaele De Grada senior. L’origine centro-meridionale della famiglia influenzò più il temperamento dell’artista che il suo gusto pittorico, conferendo alla sua opera una sensibilità personale e riconoscibile.

Scritti e illustrazioni

Nel 1948 illustrò il volume Aneddotica delle scienze di Rinaldo De Benedetti (pseudonimo Sagredo), edito da Hoepli. Nel 1996 pubblicò Racconti coloriti da un pittore, raccolta autobiografica edita dalla Galleria Ponte Rosso di Milano, con prefazione di Elena Pontiggia.