Il 18 gennaio 1947 segna una data simbolica per la storia industriale e aeronautica italiana: proprio quel giorno venne ufficialmente “battezzato” l’MB.308, un piccolo monoplano destinato a diventare banco scuola per gli aeroclub, ma soprattutto emblema della rinascita dopo le macerie della guerra.
L’aereo era stato progettato e costruito di nascosto, in un fienile, dall’ingegnere Ermanno Bazzocchi, mentre il trattato di pace vietava all’Italia non solo di volare, ma perfino di progettare nuovi velivoli. Il collaudo avvenne in modo clandestino, su un lago gelato, lontano da occhi indiscreti. Quando il divieto cadde, il 18 gennaio 1947, l’aereo era già pronto: bastava portarlo alla luce.
Bazzocchi era nato a Tradate, ma la sua vita professionale si era intrecciata in modo indissolubile con Aermacchi (allora Macchi) di Varese. Qui, con una squadra di appena cinquanta persone, riuscì a competere con i grandi colossi industriali italiani e stranieri. Negli anni Trenta, in Lombardia, l’aeroplano rappresentava il futuro, molto più di quanto oggi possa farlo Internet: Caproni, Agusta, Macchi, Savoia-Marchetti avevano trasformato i prati della brughiera in laboratori d’innovazione.
Entrato alla Macchi nel 1941 per affiancare il leggendario Mario Castoldi, Bazzocchi dimostrò subito un talento fuori dal comune, capace di trovare soluzioni geniali anche nei periodi di maggiore povertà industriale. L’MB.308 nacque proprio così: con materiali essenziali, idee chiare e una visione che guardava già al futuro.
Dopo l’MB.308 arrivarono altri progetti: il bimotore MB.320, prodotto in pochi esemplari ma capace di attirare l’attenzione internazionale, e infine il vero capolavoro, l’MB.326, jet da addestramento presentato nel 1957. Venduto o costruito su licenza in oltre 800 esemplari, dall’Australia al Sud Africa, dal Ghana al Brasile, divenne l’aereo scuola di intere generazioni di piloti. Da quel progetto nacque anche l’MB.339, ancora oggi in servizio con le Frecce Tricolori, simbolo dell’Italia nel mondo.
Ermanno Bazzocchi morì nel 2005. La sua azienda è confluita nei grandi gruppi industriali, ma la sua storia resta quella di un uomo che non smise mai di progettare, nemmeno quando tutto sembrava proibito. L’MB.308, nato in segreto e svelato il 18 gennaio 1947, rimane il segno più limpido di quella ostinata volontà di rinascere.

