Una vita da mediano (se passa la citazione), una vita da free lance, con un assoluto bisogno di costruire cultura attraverso le mille strade su cui la vita ti permette di camminare, una fame indiscussa di sapere e di far sapere attraverso parole, fotografia e musica. Ri-Eccoci dunque a parlare di Varese che è, perché è e di come è successo che è diventata così.
Ri-Eccoci dando voce (e non solo) a Mario Chiodetti musicista, fotografo, uomo prestato al giornalismo e alla letteratura. In questa intervista Mario racconta di un’epoca qual è quella contemporanea che sta attraversando da acuto osservatore e protagonista creativo.
Aneddoti di ieri e progetti di oggi, di domani, con un punto fermo: il 5 settembre di cui non anticipo nulla per corretto dovere. Io e Mario abbiamo vissuto vite professionali parallele unite da un comune affetto per un luogo, Varese, che sentiamo tanto nostro quanto indispensabile alla quotidiano vivere e di questo lui racconta.
In questa manciata di minuti non è però raccontato un libro dei rimpianti quanto invece la figura di un sognatore realistico, innamorato della propria voglia di essere partecipe alla crescita culturale della propria realtà. Parole e sorrisi, pensieri di chi sta vivendo Varese e il mondo collezionandone istanti davvero unici.
