Menopausa, una nuova stagione di benessere

La dottoressa Rita Mancini

di Cristina Bellon

Molte donne non sanno che oggi la medicina offre una gamma sofisticata di strumenti per vivere la menopausa con equilibrio: ormoni bioidentici, SERM di nuova generazione, integratori, nutraceutici, peptidi di connettivo, infiltrazioni con acido ialuronico, fino alle nuove tecnologie come radiofrequenza e laser. Una rivoluzione che consente di personalizzare i trattamenti e di rispondere ai bisogni individuali con precisione.

A raccontare questo scenario è la ginecologa Rita Mancini, la prima donna primario in ginecologia in tutta la Lombardia e oggi professionista molto conosciuta a Varese, dove vive nel cuore della città. Accoglie le sue pazienti presso il CEDAL di Gallarate con la stessa attenzione che ha guidato tutta la sua lunga carriera, fondata sulla cura del rapporto umano, sul rispetto e su percorsi clinici con una medicalizzazione essenziale.
È con questo sguardo che accompagna le donne, ciascuna con la propria storia.

Dottoressa Mancini, molte donne vivono la menopausa come una rinuncia alla giovinezza. Perché?

«Le donne sono vittime di un retaggio antico, dove la menopausa equivaleva alla fine della giovinezza e della vita attiva. Ma oggi non è più così: a sessant’anni, a settanta e più, le donne sono ancora attive da ogni punto di vista. Abbiamo a disposizione tanti presidi e accortezze che permettono di vivere questa fase in pienissima forma.»

Quando parliamo di terapie personalizzate per la menopausa, cosa significa?
«Oggi sono disponibili terapie ormonali sostitutive innovative, ormoni bioidentici, integratori e prodotti nutraceutici, e molto altro. Tutto va associato a uno stile di vita adeguato: sospensione del fumo, controllo del peso, attività fisica regolare e alimentazione equilibrata tra proteine, carboidrati e grassi, limitando molto alcol, dolci e carboidrati in eccesso. L’obiettivo non è vivere a lungo, ma vivere una longevità sana nel corpo e nella mente.»

La Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) è spesso oggetto di timori. Cosa è cambiato negli ultimi anni?
«Per anni le donne sono state penalizzate da uno studio americano poi ampiamente criticato dal mondo scientifico. Oggi, la TOS è considerata una grande risorsa, ovviamente, se accompagnata da regolari controlli – visita ginecologica, ecografia pelvica transvaginale, esami del sangue, mammografia, MOC. La terapia previene malattie che possono colpire le donne in questa fascia d’età: l’osteoporosi, la sindrome metabolica e l’infiammazione cronica silente che provocano il diabete, l’aumento dell’acido urico e della pressione, le malattie autoimmuni, le patologie cardiovascolari e neurologiche (come l’Alzheimer), il cancro. Infine – aspetto non meno importante – contribuisce al benessere di pelle, mucose, ossa, capelli, unghie.»

Quali sono le nuove molecole?
«Oggi vengono utilizzati anche i SERM, Modulatori Selettivi del Recettore degli Estrogeni, una classe di farmaci non ormonali che agiscono sui recettori degli estrogeni in modo diverso a seconda del tessuto. Un esempio è il bazedoxifene, un SERM che deriva dal tamoxifene, farmaco usato principalmente per il trattamento di prevenzione di recidive nelle donne operate per tumore mammario ormono-sensibile. Il bazedoxifene è una molecola in grado di contrastare i recettori estrogenici del tessuto mammario e dell’endometrio E poi ci sono gli ormoni bioidentici, che hanno esattamente la stessa struttura chimica e molecolare degli ormoni prodotti naturalmente dal corpo umano. Poiché sono identici a quelli umani, producono le stesse risposte fisiologiche degli ormoni naturali.»

Molte donne chiedono aiuto per disturbi intimi e calo del desiderio. Quali soluzioni esistono oggi?
«La donna over 50 è ancora attiva in tutto, anche sessualmente. Se affrontiamo precocemente l’atrofia dei tessuti, i benefici sono enormi. A fianco delle terapie ormonali convenzionali, possiamo utilizzare ormoni bioidentici, sia per bocca sia localmente. Nei casi peggiori di atrofia, si ricorre a radiofrequenza, laser e infiltrazioni di acido ialuronico per migliorare l’elasticità dei tessuti vulvari. Esistono poi gel che non solo lubrificano, ma riattivano la vascolarizzazione della mucosa vaginale. Infine, i peptidi di connettivo – frammenti di proteine derivanti dal collagene – assunti per bocca superano la barriera gastrica e agiscono dove manca il collagene.»

Per quanto tempo si può seguire una TOS? Esistono limiti?
«Una volta si parlava di cinque anni, poi di dieci. Oggi, la tecnologia per gli screening ha fatto passi da gigante e non c’è più un limite fisso: la durata va personalizzata, modulata sulla donna, sui suoi bisogni e sul suo stato di salute. È un percorso che si costruisce insieme.»

La menopausa, raccontata dalla dottoressa Mancini, diventa così un tempo da abitare con fiducia, ascolto e cura di sé.