Moriva a Varese l’ingegner Enea Torelli, protagonista della città moderna

L’11 giugno 1919 morì suicida a Varese l’ingegner Enea Torelli, figura centrale nello sviluppo urbanistico, industriale e culturale della città tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Professionista stimato, dirigente pubblico e innovatore nel campo della formazione tecnica, Torelli contribuì in maniera decisiva alla trasformazione di Varese in una città moderna, lasciando un’impronta ancora oggi riconoscibile nelle sue infrastrutture e nelle sue istituzioni.

Nato a Milano il 31 ottobre 1848 da una famiglia agiata, si laureò in ingegneria aprendo uno studio professionale nel capoluogo lombardo. Nel 1884 si trasferì stabilmente a Varese, nella villa di famiglia appartenente ai Torelli fin dalla fine del Settecento e successivamente venduta, nel 1905, all’industriale tessile Carlo Giorgio Mylius. A Varese Enea Torelli firmò progetti destinati a cambiare il volto della città. Tra le opere più significative vi fu la rete tranviaria varesina, inaugurata nel 1895 con la linea Varese–Robarello–Prima Cappella, destinata a collegare il centro cittadino con il Sacro Monte e le aree collinari. Fondamentale fu anche il suo contributo alla realizzazione del primo ramo dell’acquedotto cittadino, entrato in funzione nel 1893, come ricorda ancora oggi la data incisa sul serbatoio di Fogliaro. A lui si deve inoltre il progetto del nuovo ospedale civico costruito nel parco di Villa Tamagno, simbolo di una città in piena espansione.

Ma l’opera di Torelli non si limitò alle infrastrutture. L’ingegnere comprese infatti con grande anticipo quanto fosse importante formare una nuova classe operaia qualificata, capace di sostenere lo sviluppo industriale del territorio. Alla Scuola d’arte applicata all’industria “Giuseppe Bernascone” introdusse innovativi metodi didattici, rivoluzionando l’insegnamento professionale dell’epoca. Ritenendo poco efficaci i tradizionali esercizi grafici, li sostituì con tavole da copiare differenziate in base alle future professioni degli studenti. Attraverso il metodo del ricalco gli allievi potevano acquisire competenze tecniche concrete e immediatamente applicabili nel lavoro industriale. Consapevole dei limiti di un insegnamento troppo teorico e verboso, Torelli promosse inoltre l’utilizzo della grafica e del disegno tecnico anche nella scuola elementare, intuendo l’importanza dell’apprendimento pratico e visivo.

Dal 1901 al 1908 fu presidente della Camera di Commercio di Varese, contribuendo allo sviluppo economico e produttivo della città in anni decisivi per la crescita del territorio. Il ricordo di Enea Torelli è ancora oggi custodito nel porticato di Palazzo Estense, dove il 26 luglio 1925 venne collocata una lapide commemorativa realizzata dallo scultore Daniele Scola. La targa presenta nella parte superiore il bassorilievo bronzeo dell’ingegnere, affiancato da due figure simboliche: a sinistra una giovane donna versa acqua da una brocca, richiamando l’acquedotto cittadino; a destra una figura maschile con una pergamena e una ruota dentata ricorda invece il suo impegno nella formazione tecnica e nello sviluppo industriale di Varese. A oltre un secolo dalla sua scomparsa, Enea Torelli resta una delle figure più importanti della storia civile varesina, protagonista silenzioso della costruzione della Varese moderna.