Il 12 luglio 1840, a Biumo Superiore, nasceva Carlo Niada, uno dei protagonisti meno conosciuti ma più autentici del Risorgimento varesino.
Pur non comparendo tra i nove varesini ufficialmente citati dalla Gazzetta Ufficiale come partecipanti alla spedizione dei Mille, Carlo Niada prese parte all’impresa garibaldina, condividendo il destino dei volontari in camicia rossa che contribuirono all’unificazione dell’Italia.
Durante la campagna fu ferito a una gamba e, una volta congedato, fece ritorno nella sua Varese, dove riprese il suo mestiere di scardassiere, conducendo una vita semplice e lontana dai riflettori.
Morì nel 1915 e venne sepolto nel cimitero di Belforte, dove ancora oggi una lapide lo ricorda con la significativa iscrizione: «Reduce dalle patrie battaglie», testimonianza silenziosa del suo contributo alla nascita dell’Italia unita.
La sua vicenda è riemersa grazie all’impegno del trisnipote Carlo Alberto Niada, che ha custodito e tramandato la memoria familiare, permettendo di restituire alla città il ricordo di un uomo che, pur senza cercare onori, partecipò a uno dei momenti più importanti della storia nazionale.
Il più varesino dei Mille.
Fausto Bonoldi.