Nasce Fausto Papetti, il sassofonista di Viggiù che fece sognare il mondo

Nel cuore della Valceresio, a Viggiù (provincia di Varese), il 28 gennaio 1923 nasceva Fausto Papetti, uno dei musicisti italiani più amati del Novecento e il sassofonista italiano di maggior diffusione internazionale del suo tempo.

Papetti cresce in una famiglia legata alla musica: il padre suonava il clarinetto e trasmise al giovane Fausto la passione per gli strumenti a fiato. Fin da bambino mostra abilità straordinarie, iniziando a suonare nella banda cittadina e approfondendo pianoforte e clarinetto negli anni successivi.
Dopo il servizio militare durante la Seconda guerra mondiale, Papetti si trasferisce con la famiglia a Milano, dove inizia l’attività professionale come musicista. In questo periodo suona in alcune orchestre swing e jazz, dimostrando capacità tecniche e un’intensa musicalità.

La carriera discografica di Fausto Papetti prende avvio verso la metà degli anni ’50; la sua prima formazione ufficiale fu con il gruppo de I Menestrelli del Jazz, ma è negli anni successivi che la sua stella comincia a brillare.
Nel 1959, un episodio diventato leggenda segnò la svolta: chiamato a registrare il lato B di un disco, Papetti improvvisò una versione al sassofono di Estate violenta, colonna sonora di un film dell’epoca. Il brano fu pubblicato come Fausto Papetti Sax alto e Ritmi e vendette più della colonna sonora originale, convincendo la casa discografica a produrre il suo primo album.

Da questo momento in poi, la carriera di Papetti fu inarrestabile. Pubblicò decine di raccolte di brani celebri – standard jazz, colonne sonore, hit del momento – tutti arrangiati in versioni strumentali per sax, con un stile caldo e immediatamente riconoscibile.
I suoi album ottennero un enorme successo non solo in Italia ma anche in Europa, America Latina e Giappone, rendendolo uno degli artisti italiani più esportati nel mondo della musica leggera e di atmosfera. Una caratteristica distintiva della sua discografia furono anche le copertine dei dischi, spesso raffiguranti immagini evocative e sensuali, che divennero un tratto iconico dell’immaginario musicale degli anni ’60–’80.

Papetti non fu solo un interprete: contribuì significativamente alla diffusione del sassofono come strumento popolare nel panorama internazionale, trasformando il repertorio strumentale in un genere accessibile e amato da un pubblico vasto.
Nel centenario della sua nascita, nel 2023, il Museo del Saxofono di Fiumicino ha dedicato una mostra al suo lavoro, esponendo strumenti personali, fotografie e memorabilia che raccontano la carriera di questo straordinario artista.

Fausto Papetti si trasferì in Liguria e si spense a Sanremo il 15 giugno 1999, all’età di 76 anni.
Oggi la sua musica continua ad essere ascoltata e amata, simbolo di un’epoca e di un modo di fare musica elegante, melodico e profondamente umano.
Le sue raccolte rimangono disponibili in molte versioni e compilation, da Saxophonic a Evergreens e 100 Sfumature di Sax, testimonianza della profondità e della versatilità del suo repertorio.