Il 2 febbraio 1911 segna una data fondamentale per la storia industriale varesina: nasce Helvetia SpA Varese, destinata a diventare una delle realtà più riconoscibili del nostro territorio grazie a un marchio entrato nell’immaginario collettivo: Orco. Una storia che parte in modo sorprendente, lontano da maionese, senape e capperi. Tutto comincia infatti dal caffè di cicoria.
L’intuizione di Federico Thomy
Protagonista assoluto delle origini è Federico Thomy. Entrato giovanissimo come apprendista nella Helvetia di Langenthal nel 1901, Thomy muove i primi passi professionali tra i surrogati del caffè, allora diffusissimi: cicoria essiccata e tostata, una bevanda “corroborante” che simulava il piacere del caffè vero in un’epoca in cui quest’ultimo era ancora un lusso.
Dopo un periodo di lavoro all’estero, Thomy rientra in azienda con un nuovo ruolo commerciale tra Canton Ticino e Italia. È qui che matura una visione destinata a cambiare tutto: il mercato italiano gli appare immensamente più promettente di quello svizzero. A una condizione, però: la nuova impresa doveva essere autonoma, non una semplice filiale.
Così, nel 1911, Thomy individua un terreno a Varese, costruisce una villa liberty (ancora oggi legata alla storia dell’azienda) e fonda ufficialmente la Helvetia SpA Varese. L’indicazione geografica non è casuale: sottolineare l’“italianità” dell’impresa si rivelerà, negli anni, una scelta strategica.
Guerra, restrizioni e capacità di adattamento
Lo scoppio della Prima guerra mondiale arriva presto a mettere alla prova la giovane fabbrica. Le difficoltà negli approvvigionamenti obbligano a reinventare le ricette: accanto alla cicoria entrano in produzione anche ghiande e castagne. Nonostante tutto, Helvetia riesce persino a soddisfare le forniture per le truppe al fronte.
Con il ritorno della pace arriva il monopolio statale sui surrogati del caffè, voluto dal governo Nitti: un esperimento che dura appena due anni. Negli anni Venti, complice l’importazione di caffè dalle colonie durante il Ventennio, il consumo dei succedanei crolla.
È il momento di cambiare rotta.
Dalla cicoria alla senape: nasce l’Orco
Thomy dimostra ancora una volta il suo spirito imprenditoriale: riconverte le linee produttive e introduce a Varese la lavorazione delle salse. Nasce una senaperia artigianale che utilizza l’antica tecnica dell’affinazione con molazze – grandi mole di granito capaci di dare alla senape una cremosità inconfondibile.
Nel 1924 arriva anche l’immagine simbolo. Per lanciare il nuovo prodotto, Thomy si affida all’illustratore Achille Lucien Mauzan. È lui a creare il celebre manifesto dell’Orco Mangiabene: un personaggio potente, ironico, immediatamente memorabile. Talmente azzeccato da trasformarsi nel nome-marchio di tutta la produzione.
L’Orco è nato.
Crescita, nuovi prodotti e identità varesina
Neppure la Seconda guerra mondiale riesce a fermare l’attività. Negli anni Cinquanta, dopo la scomparsa di Thomy, l’azienda passa alla famiglia Geiser e conosce una fase di forte espansione: arrivano i tubetti in alluminio per senape e maionese; nasce la bevanda aromatica Gusto, promossa con un bar viaggiante al Giro d’Italia; entra in gamma la pasta di acciughe; tra anni Sessanta e Ottanta si aggiungono sottoli, sottaceti e olive.
Nel 1988 debutta uno dei prodotti più originali: la pasta di capperi di Pantelleria, che porta un tocco mediterraneo nel catalogo Orco. Seguono le monodose negli anni Novanta, le nuove salse dei Duemila, fino al traguardo del centenario nel 2011 e alle più recenti innovazioni, come maionese e ketchup all’aceto balsamico di Modena IGP.
Oggi l’azienda è guidata dalla famiglia Corno, continuando a coniugare tradizione e ricerca.
Un pezzo di Varese nella dispensa degli italiani
Quella della Helvetia – Orco non è solo una storia industriale: è un frammento dell’identità varesina. Dalla cicoria tostata alle salse che accompagnano le nostre tavole, questo percorso racconta un secolo di resilienza, intuizione e capacità di reinventarsi.
Un esempio concreto di come, anche da Varese, siano potute nascere eccellenze capaci di attraversare guerre, crisi e cambiamenti dei consumi, restando fedeli a una missione semplice ma ambiziosa: portare qualità e gusto nella vita quotidiana.

