Piazza San Martino e la Battaglia di Varese: storia e curiosità

il 26 maggio 1859 venne combattuta la battaglia di Varese.
Cominciamo con la storia della piazza San Martino prima dell’inaugurazione del monumento. I suoi lavori cominciarono nel 1854 e finiti in due anni. Il comune voleva riunire “scuola e lavoro” perché i mercati sparsi in diverse vie della città non avevano più senso. Per esempio il mercato di granaglie al Broletto o il mercato della legna a San Martino ecc.

Il comune fece spostare i negozi del centro nel porticato di questa costruzione e le scuole nei piani superiori. Si stendono i contratti per l’affitto delle botteghe ma la trovata di spostarvi parte del commercio locale non incontra assolutamente l’interesse del commerciante.

Il fabbricato viene definito “LA MALPENSATA” e molti bottegai, che si erano lasciati convincere a trasferirsi nella nuova costruzione, disdicono i contratti per insufficiente rendimento delle botteghe.A nulla valsero le proposte avanzate del comune di concedere affitti bassissimi. Tutto ritorna come prima. L’edificio “scuola-mercato” è fallito come luogo di commercio ma resta come edificio scolastico.

Il 26 maggio 1867 in Piazza San Martino ( oggi Piazza Cacciatore delle Alpi o semplicemente piazza del Tribunale) venne inaugurato il monumento originale al Cacciatore delle Alpi,in pietra di Luigi Buzzi Leone di Viggiú.
Poi fu trasferito nella Caserma Garibaldi e lì abbandonato.
E il 26 maggio 1901 venne inaugurata una copia in bronzo nella Piazza Podestà dove fino ad oggi è lí.

La battaglia di Varese si colloca nell’ambito delle guerre austro-sarde per la conquista del Nord d’Italia, e venne appunto combattuta tra i volontari dei Cacciatori delle Alpi, comandati da Giuseppe Garibaldi, contro le truppe del Regno Lombardo-Veneto. Gli austriaci vennero sconfitti presso Como, e vennero obbligati a mantenere le truppe a nord del fronte.

Garibaldi e i suoi cacciatori si erano mossi dalle loro posizioni nel tentativo di occupare Varese, nella notte del 23 maggio. Il comandante in capo dell’esercito austriaco, il Feldmaresciallo Ferencz Gyulai, inviò la divisione Urban a prendersi cura della gestione del caso. Nel frattempo, il 25 maggio, 500 fucilieri austriaci, 130 ulani, e due cannoni da Gallarate attaccarono la compagnia guidata da Carlo De Cristoforis a Sesto Calende, ma vennero sconfitti a Somma Lombardo.

Il 26 maggio, di pomeriggio, la divisione Urban giunse a Varese, dove Garibaldi stava già preparando le difese. I piemontesi erano divisi come segue: un battaglione (Enrico Cosenz) sulla destra, due battaglioni a sinistra (Giacomo Medici), un battaglione in centro (Nicola Ardoino); due battaglioni di riserva, uno a Varese (Nino Bixio), e uno a Biumo Superiore.

Gli austriaci aprirono il fuoco coi cannoni, e spostarono immediatamente tre delle loro colonne contro il nemico. Il battaglione di Cosenz attaccò gli austriaci che avanzavano, e si dedicò quindi alle altre colonne, respingendo l’attacco con l’aiuto del battaglione del Generale Medici. Urban, sopraffatto dalle forze nemiche, si ritirò a Malnate. Medici e Ardoino attaccarono nuovamente gli austriaci in ritirata, causando loro nuove perdite.