Sant’Ambrogio, il quartiere si mobilita contro il ripetitore Iliad

Nel cuore verde di Varese, ai piedi del Sacro Monte, il quartiere di Sant’Ambrogio torna a mobilitarsi. In queste settimane sta infatti raccogliendo adesioni la petizione online “Fermare l’installazione del ripetitore Iliad a Sant’Ambrogio”, pubblicata sulla piattaforma Change.org, con cui diversi residenti chiedono di bloccare la realizzazione di una nuova antenna per la telefonia mobile.

Secondo quanto riportato nella petizione, l’impianto dovrebbe sorgere in un’area considerata particolarmente delicata dal punto di vista paesaggistico. I promotori parlano di un rischio di “compromissione del contesto naturale e storico” del quartiere e chiedono al Comune maggiore trasparenza sul progetto e un confronto pubblico con i cittadini. Tra le preoccupazioni espresse compaiono anche il possibile impatto visivo dell’antenna e il timore per la salute e per un progressivo consumo del territorio in una delle zone più verdi della città. La raccolta firme online sta circolando rapidamente anche sui social e nei gruppi di quartiere, alimentando un acceso dibattito tra chi ritiene necessarie nuove infrastrutture digitali e chi invece teme un cambiamento irreversibile del paesaggio locale.

E proprio il rapporto con il paesaggio è uno degli elementi che più caratterizzano Sant’Ambrogio, che è un quartiere residenziale ma soprattutto un luogo storicamente legato al Sacro Monte e alla tradizione della villeggiatura varesina. Ancora nell’Ottocento molti viaggiatori inglesi descrivevano questa parte di Varese come una zona di ville immerse nel verde frequentata dalle famiglie milanesi in cerca di aria buona e tranquillità.

Nel dopoguerra molte famiglie di Milano continuarono a scegliere Sant’Ambrogio come meta estiva, mentre durante il secondo conflitto mondiale diversi sfollati trovarono qui rifugio e decisero poi di fermarsi definitivamente. Ancora oggi il quartiere conserva quell’atmosfera da piccolo borgo separato dal centro città, fatto di cortili, ville liberty e strade silenziose.

Uno dei luoghi simbolo della zona è il cosiddetto “Pratone” di via Bicocca, grande area verde tra Sant’Ambrogio e il quartiere Sangallo. Si tratta di oltre 130 mila metri quadrati di prati e sentieri che in passato erano coltivati a granoturco e che negli anni sono diventati un piccolo polmone naturale molto frequentato da famiglie, sportivi e amanti delle passeggiate.

Il Pratone è già stato al centro di battaglie ambientaliste locali. Alcuni cittadini si opposero infatti a tentativi di urbanizzazione dell’area dopo l’intervento di ruspe che avevano modificato una parte centrale del terreno. Da allora gruppi di volontari e residenti si sono occupati della manutenzione dei sentieri e della tutela dell’area, diventata nel tempo una sorta di simbolo identitario del quartiere.

Anche per questo motivo il tema del nuovo ripetitore viene vissuto da molti abitanti come qualcosa che va oltre una semplice infrastruttura tecnologica. In un quartiere che da secoli conserva il suo equilibrio tra silenzio, verde e memoria storica, anche una semplice antenna finisce inevitabilmente per diventare motivo di confronto tra esigenze moderne e tutela del territorio.