Aldo, Giovanni e Giacomo: il trio nato al Sacro Monte di Varese

di Paolo Costa

Nella parte di sensale di matrimonio: Maurizio Castiglioni, direttore artistico del Caffè Teatro di Verghera di Samarate. Protagonisti nubendi: tre artisti emergenti che si stanno esibendo sotto l’improbabile brand (“titul”, in meneghino) di “Galline vecchie fan buon Brothers”. Tutto chiaro? Minga trop, per la verità. E allora semplifichiamo. Cominciando col leggere il cartello che fa bella mostra di sé all’interno del Bar Ristorante Milano del Sacro Monte, laddove sta scritto che lì, proprio lì, e precisamente nella veranda che dà sulla pianura fino al grattacielo Pirelli (col sereno), è nato ufficialmente il trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Connubio artistico di successo proposto dal suddetto Castiglioni Maurizio, in procinto – proprio quella sera della riunione – di ospitare nel suo locale e per l’ennesima volta “Quelli delle galline”, la semplificazione circolante tra il pubblico (ormai crescente) del marchio del trio non ancora trio.

In precedenza Aldo e Giovanni avevano alle spalle qualche performance come “ditta” avendo formato il duo dei “Suggestionabili” e Giacomo li aveva incontrati, subendo uno choc benefico, in un villaggio vacanze sardo. Un po’ mimi e saltimbanco, un po’ comici e attorucoli, i tre avevano insomma percorso strade diverse senza poter immaginare che il destino le avrebbe fatte convergere. E ciò è avvenuto, appunto e precisamente, a Verghera di Samarate, laddove si esibiva la crème di Zelig, e poi all’ombra del Santuario della Madonna del Monte, che evidentemente ha benedetto l’unione assicurandole tanta fortuna e decenni di successi. La veranda del Bar Ristorante Milano suggellò la fondazione il 17 marzo 1991, domenica di Quaresima. Da allora film, programmi tv, spettacoli teatrali a iosa, come raccontato nel recente “Attitudini nessuna”, pellicola che ripercorre la storia fortunata di un sodalizio artistico che ha fatto storia. E che dà spazio, ovviamente, anche al Sacro Monte col Bar Ristorante Milano.

Da allora sono passati 35 anni, metà della vita di ciascun terzo del trio. Nel frattempo Giacomo è tornato più volte accanto al Mosè come protagonista del festival “Tra Sacro e Sacro Monte”. Intervistato recentemente dal Corriere della Sera per i suoi 70 anni, ha così spiegato la decisione di fondare e gestire due teatri a Milano: “Serviva un luogo per parlare di valori che stanno scomparendo. Businessmen, happy hour, fashion week … Benissimo, ma se parlassimo anche, che so, della pace? O della Bibbia? Oggi, di fronte all’uomo più potente del mondo che si sostituisce a Dio, mi viene da pensare: è brutto avere ragione”. Ma tu, caro Giacomino, hai proprio ragione.