Il 4 luglio 1910 moriva a Milano Giovanni Virginio Schiaparelli, uno dei più grandi astronomi italiani di tutti i tempi. Nato a Savigliano nel 1835, dedicò la sua vita allo studio del cielo, lasciando un’eredità scientifica che ancora oggi influenza l’astronomia moderna.
Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera per quasi quarant’anni, Schiaparelli divenne celebre in tutto il mondo grazie alle sue osservazioni del pianeta Marte. Fu lui a tracciare le più accurate mappe del pianeta allora conosciute e a descrivere i celebri “canali” marziani: un termine che, tradotto impropriamente in inglese come canals, alimentò per decenni l’idea che Marte potesse ospitare una civiltà intelligente.
Ma il suo contributo andò ben oltre Marte. Dimostrò il legame tra gli sciami meteorici e le comete, spiegando per la prima volta l’origine di fenomeni spettacolari come le Perseidi e le Leonidi. Per questa scoperta ricevette nel 1872 la prestigiosa Medaglia d’Oro della Royal Astronomical Society, uno dei massimi riconoscimenti scientifici dell’epoca.
Schiaparelli fu anche storico della scienza, studioso dell‘astronomia antica e autore di importanti opere che contribuirono a ricostruire il pensiero astronomico delle civiltà classiche. La sua figura rappresenta ancora oggi uno dei simboli dell’eccellenza scientifica italiana.
Il suo nome è profondamente legato anche al territorio varesino. Nel 1956 il professor Salvatore Furia fondò la Società Astronomica G.V. Schiaparelli, dedicandola proprio al grande astronomo. Da quella intuizione nacque negli anni successivi l’Osservatorio Astronomico “G.V. Schiaparelli” sul Monte Campo dei Fiori, oggi uno dei principali centri italiani di divulgazione scientifica e ricerca astronomica, visitato ogni anno da migliaia di persone.
A oltre un secolo dalla sua scomparsa, Giovanni Virginio Schiaparelli continua a ricordarci che ogni grande scoperta nasce dalla curiosità di alzare lo sguardo verso il cielo. E anche da Varese, grazie all’opera di Salvatore Furia e dei volontari della Società Astronomica Schiaparelli, quel cielo continua ancora oggi a raccontare la sua straordinaria storia.