Caldo anomalo (e cabine)

di Andrea Bortoluzzi

Caldo chiama alla memoria sensazioni conservate intatte nella mente. Il caldo bruciante della sabbia e dell’impiantito di legno della nostra cabina in condivisione del Poveromo. Il cambiarsi di fretta il costume dopo il bagno, nell’ angustia soffocante del luogo. Infilare mutande maglietta e pantaloni mentre mamma si asciugava schiena abbronzata e glutei prima di rivestirsi, un misto di bellezza  e di odore di legno esausto dal sole.

La cabina dei Crepax era bianca e blu le altre erano tutte verdi. Valentina prima di tornare a casa per pranzo mi spingeva ridendo con la sua risata roca dentro quel regno di bellezza reso bollente dal sole meridiano da dove erano solite uscire in bikini le due Caterine la Valente e la Caselli o  Miranda Martino abitue’ dell’ ombrellone paterno e nella penombra, costume contro costume, con spavalderia mi stampava rapido e gentile un bacio sulle labbra.