Inaugurata la mostra di Elisabetta Pieroni

Rappresentare la donna e le sue mille forme è sempre stato uno dei temi cari all’arte.
Diversi letterati l’hanno descritta come una creatura sfuggente, angelicata e quasi inavvicinabile mentre altri una presenza costante e supportiva della vita.
Essa rimane comunque fedele alla propria natura, pur costretta ad adattarsi alle tante incombenze terrene.
Qualsiasi forma abbia assunto nei secoli, la figura femminile può essere definita emblema ed essenza del mutabile nella forma più pura ed incontaminata.
Elisabetta Pieroni, attraverso il suo lavoro artistico, ha cercato di rappresentarla in una veste colorata, dinamica e profonda.
Attiva da oltre vent’anni nel campo dell’arte e con moltissime mostre in tutta Italia, in Europa e non solo, la donna utilizza la tecnica del bassorilievo in ceramica per creare non solo quadri, ma veri e propri complementi d’arredo ed accessori.
Attraverso la bellissima mostra “Profili di Donna” inaugurata ieri 9 maggio, presso Villa Tatti Tallachini a Comerio, viene ricreato un percorso dove si osserva qualcosa che non è mai uguale a come lo si vede la prima volta.
Figure che sembrano vivere simbolicamente una rottura della quarta parete artistica, in cui esse pare escano dal loro confine naturale per partecipare a loro volta all’osservazione artistica.
Non sono entità statiche, parlano, ascoltano e vogliono vivere la realtà.
Durante il primo pomeriggio d’apertura sono stati letti alcuni brani della straordinaria scrittrice Diletta Lombardo da cui prendono ispirazione alcune opere.
Diverse per forma, colore e genesi eppure unite da un unico grande filo conduttore: quello di voler rappresentare qualcosa di più di quanto già non interpretato.
Una presentazione nella presentazione, in una perfetta unione di arte e letteratura.
L’introduzione di Gianluca Piotti fa riflettere su quanto le opere di Elisabetta Pieroni siano un meraviglioso intreccio tra arte, poesia e sogno.
Qualcosa che trascende la realtà ed eleva la donna ad una vera e propria creatura divinamente terrena,
divina per la natura con cui è stata generata, terrena in quanto vivente sulla terra.
Visitare questa esposizione diventa dunque un viaggio, unico e straordinario, in uno specchio immaginario dell’anima che riflette il nostro io.
Attraverso questi profili vediamo il cambiamento, il tormento, la gioia e le tante emozioni che possono attraversare l’esistenza, tutte diverse per ogni visitatore.
L’arte come strumento di comprensione e riflessione, potente mezzo per scoprire la nostra verità: quella che portiamo dentro e che diamo troppo spesso per scontata.

La mostra resterà aperta fino al 24 maggio (mercoledì, venerdì, sabato e domenica).