La segnalazione arriva dal nostro lettore Daniele Dolcino, che ha voluto portare all’attenzione di VareSempre la situazione in cui versa la Cappelletta di Santa Lucia, piccolo luogo di fede immerso nei boschi di Castello Cabiaglio e conosciuto da molti escursionisti e residenti della zona.
Secondo quanto documentato dalle fotografie inviate alla nostra redazione, da tempo la cappelletta risulta parzialmente ostruita dai rami di un albero caduto, che rendono difficoltoso l’accesso all’area. Nelle immagini vengono inoltre indicati altri due alberi che, secondo la segnalazione, potrebbero rappresentare un potenziale rischio futuro per il manufatto e per chi transita lungo il sentiero.
Una situazione che, oltre all’aspetto paesaggistico e religioso, pone anche un tema di sicurezza.
Un piccolo simbolo del territorio
La Cappelletta di Santa Lucia è una piccola edicola votiva situata nei pressi dell’area del Rio Caprera, in una zona frequentata da appassionati di passeggiate e percorsi naturalistici. La sua presenza è documentata anche in alcuni itinerari escursionistici locali, dove viene indicata come punto di riferimento lungo i sentieri che collegano l’area boschiva tra Castello Cabiaglio e Brinzio.
Non risultano al momento fonti pubbliche certe che consentano di stabilire con precisione l’anno di costruzione della cappelletta o eventuali dettagli storici più approfonditi. Tuttavia, il manufatto rappresenta da tempo un elemento riconoscibile del paesaggio locale e una testimonianza della religiosità popolare diffusa nel territorio varesino.
«Intervenire prima che sia troppo tardi»
Nella sua segnalazione, Daniele Dolcino sottolinea come la situazione richieda un intervento rapido:
«La messa in sicurezza è fondamentale non solo per preservare il manufatto storico-artistico ma soprattutto per l’incolumità dei fedeli e dei passanti».
L’auspicio è che i proprietari dell’area o gli enti competenti possano effettuare al più presto una verifica dello stato degli alberi e procedere alla rimozione dei rami e delle piante pericolanti, ripristinando l’accesso alla cappelletta e mettendo in sicurezza l’intera area.
Perché spesso sono proprio questi piccoli luoghi, silenziosi e nascosti tra i boschi, a custodire una parte importante della memoria e dell’identità del territorio varesino.

