L’ultimo saluto al “Piantone” di via Veratti

Il 29 luglio 2019 Varese diceva addio al suo albero più famoso. In quella giornata veniva infatti rimosso definitivamente il fusto del mitico Piantone di via Veratti, ponendo fine a una presenza che aveva accompagnato generazioni di varesini.

L’abbattimento, però, era iniziato qualche giorno prima. Il 22 luglio 2019 erano cominciati i lavori di messa in sicurezza con il taglio dei rami più grandi e pericolosi. Una settimana dopo, il 29 luglio, veniva rimosso anche il tronco: un momento che molti cittadini vissero con autentica commozione, come se stessero salutando un vecchio amico.

Per tanti di noi il Piantone non era semplicemente un albero. Era un simbolo della città, un punto di riferimento, il luogo dove darsi appuntamento. Quante volte abbiamo detto o sentito dire: “Ci vediamo al Piantone!”.

Mi permetto ancora oggi una riflessione. Che cosa è stato fatto del legno di quello storico cedro, poi trasferito ai Giardini Estensi? E soprattutto, quale progetto è stato realizzato – o si intende realizzare – per ricordare degnamente uno dei simboli più amati di Varese?

Come scrisse il professor Fausto Bonoldi: «Il “Piantone” di via Veratti, simbolo verde della città, che in condizioni ottimali avrebbe potuto vivere per secoli, aveva “solo” 150 anni, ma è stato attaccato da un parassita che ne ha intaccato la fibra, già indebolita dai lavori stradali ed edili eseguiti attorno alle sue radici. Nato in Marocco, il Cedro dell’Atlante, sottospecie del Cedrus libani, divenne varesino – è proprio il caso di dirlo – per “ius soli”, quando nel 1870 Giulio Adamoli, patriota, scienziato, esploratore e pioniere della globalizzazione, lo fece mettere a dimora.»

Alcuni alberi fanno ombra. Altri fanno storia. Il Piantone di via Veratti è stato entrambe le cose e continuerà a vivere nel ricordo di chi ha amato Varese.