Di questi tempi, convivere con l’odio è quasi diventata un’aberrante normalità
Veniamo continuamente bombardati con notizie di guerre, dichiarazioni al vetriolo tra diverse fazioni politiche e gli stessi social straripano di commenti carichi di un sentimento rabbioso ed iracondo. Nulla di nuovo, drammaticamente parlando.
Ma ci siamo mai interrogati se esiste una soluzione a tutto questo?
I giornalisti, quelli che non si accontentano di ciò che vedono e viene loro raccontato, sì.
L’incontro svoltosi a Venegono Inferiore, presso la suggestiva cornice di Villa Molina, per la presentazione del terzo numero della rivista “Volume”, importante progetto editoriale firmato da Chora Media, ha fatto esattamente questo: trasformato reading e dialogo a due voci in una riflessione intensa sul giornalismo d’autore e sul tema estremamente attuale di “Storie di odio e di salvezza”.
Sul palco, due testimoni d’eccezione, firme preziose del nostro tempo come Mario Calabresi e Marco Bardazzi.
Si tratta della terza uscita della pubblicazione cartacea nata in seno a Chora Media, la prestigiosa podcast company italiana che ha rivoluzionato il mondo dell’audio-storytelling e che ora, con questo progetto editoriale, dimostra come la cura della parola non conosca confini di supporto, trasferendo la profondità del reportage approfondito dalle cuffie alla carta stampata.
La pubblicazione presentata a Venegono esplora mondi lontani e vicine complessità umane attraverso la lente del reportage a lungo respiro.
Durante la serata, Calabresi e Bardazzi hanno dialogato su molteplici aspetti della nostra epoca, soffermandosi su quanto l’odio sia radicato nella cultura di massa e incancrenito nei pensieri soprattutto grazie all’uso smodato fatto dai politici.
È stata compiuta anche una bellissima ed approfondita analisi antropologica e culturale degli Stati Uniti, anche alla luce del 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, un traguardo storico noto ufficialmente come il Semiquincentenario del Paese.
Marco Bardazzi, giornalista dal respiro internazionale, vanta un percorso d’eccellenza che lo ha visto per anni caporedattore centrale dell’Ansa a New York, e pertanto testimone oculare di eventi che hanno cambiato il corso del secolo. Esperto di media, evoluzione digitale e storytelling d’impresa, unisce alla lucidità geometrica del cronista anglosassone una profonda comprensione delle dinamiche geopolitiche.
Attraverso un sinergico lavoro di squadra e visione comune, le storie racchiuse nelle pagine del volume sono diventate così il punto di partenza per analizzare le fratture del nostro presente e i tentativi, spesso silenziosi, di ricomporle.
Il valore dell’incontro è stato amplificato dalla statura intellettuale dei due relatori, che hanno messo a disposizione del pubblico una competenza maturata in decenni di giornalismo di prima linea.
Mario Calabresi, scrittore e giornalista, già alla guida di testate storiche come La Repubblica, Calabresi è il co-fondatore e l’anima editoriale di Chora Media ed ha dedicato la sua intera carriera al racconto del fattore umano nelle grandi pieghe della storia. Durante tutta la serata ha fatto emergere la sua cifra distintiva, nota a chi lo segue e lo stima, ossia la capacità di ascoltare il dolore e la rinascita senza mai cedere al voyeurismo o al sensazionalismo.
Una serata di giornalismo puro, in cui diversi temi sono stati affrontati ed approfonditi, suscitando nel pubblico molteplici riflessioni legate all’odio e al peso che esso esercita.
Ma soprattutto, la vera considerazione, con cui si è conclusa la serata, è stata su quanto si faccia fatica di guarire da questo cancro che sembra ammorbare la nostra epoca, già tutt’altro che semplice.
Riusciremo mai ad odiare meno?